Siria. 213 morti il giorno in cui arrivano gli ispettori OnuTribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
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Siria. 213 morti il giorno in cui arrivano gli ispettori Onu

Oltre 213 morti proprio nel giorno in cui gli ispettori Onu sono arrivati in Siria per verificare l’uso di armi chimiche da ribelli e governo. L’opposizione siriana ha accusato Damasco che però ha rispedito al mittente ogni accusa.

La vittoria di Damasco sui ribelli che da oltre due anni e mezzo hanno insanguinato la Siria è ogni giorno sempre più vicina. I combattimenti però infuriano ancora, ancor più che i ribelli, vedendosi perduti, combattono fino alla fine realizzando spesso e volentieri crimini contro infrastrutture e cittadini. Questa volta però le opposizioni accusano Damasco per aver utilizzato armi chimiche contro i civili uccidendo oltre 213 persone nei sobborghi di Damasco. Un’accusa vecchia dal momento che negli scorsi mesi i ribelli avevano accusato diverse volte Assad di aver utilizzato armi chimiche. Peccato che in passato tutte le ricerche e le analisi realizzate su quanto successo in Siria aveva semmai chiarito le responsabilità dei ribelli nell’aver utilizzato armi chimiche. Anche questa volta Damasco ha rimandato al mittente ogni accusa, e per risposta ha aperto le porte al team delle Nazioni Unite. L’accusa delle opposizioni è come al solito durissima, ma per quale motivo Damasco avrebbe dovuto utilizzare armi chimiche proprio il giorno in cui un team di venti ispettori delle Nazioni Unite arriva in Siria per indagare sull’utilizzo in tre diverse aree del Paese? Si tratterebbe di una mossa suicida quantomeno discutibile. Secondo l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, l’attacco è stato sferrato all’alba di questa mattina nella regione di Ghouta, roccaforte dei ribelli, in particolare le cittadine di Zamalka, Arbeen e Ein Tarma. Damasco ha subito negato di aver utilizzato armi chimiche, scaricandone la responsabilità sui gruppi armati di opposizione, che peraltro avrebbero messo le mani su diversi magazzini di materiale pericoloso negli ultimi mesi. Una fonte intervistata dalla tv di Stato ha definito l’accusa “assolutamente falsa” e volta a distrarre l’attenzione dall’indagine delle Nazioni Unite. In effetti il tempismo del massacro appare molto sospetto, ancor più che anche i precedenti massacri con gas erano stranamente avvenuti in concomitanza con appuntamenti chiave per la Siria. E non può essere casuale che le voci di questo massacro siano arrivate proprio quando Damasco ha finalmente permesso l’ingresso degli esperti Onu in territorio siriano per indagare sull’uso di armi chimiche.

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