Siria. A Ginevra 2 parteciperà anche l'opposizioneTribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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Siria. A Ginevra 2 parteciperà anche l’opposizione

Anche la Coalizione nazionale siriana ha annunciato la propria partecipazione a Ginevra 2 il 22 gennaio, smentendo il rifiuto iniziale. Alla conferenza di pace parteciperà anche Damasco che invierà una delegazione. 

La situazione sul campo in Siria è ancora contraddistinta da guerra e violenza, con le forze di opposizione che ormai stanno progressivamente perdendo terreno contro l’esercito siriano fedele a Bashar al-Assad. Damasco sarà presente alla conferenza di Ginevra 2, ma ha annunciato che l’Occidente non dovrà farsi illusioni che possa portare ad un’uscita di scena di Assad. L’opposizione, divisa e debole, ha continuato da tempo a insistere sulla richiesta che Assad lasci il potere, ma poi ha fatto un passo indietro, accettando di parteciparvi comunque.Smentito quindi il capo dell’Esercito libero siriano (Esl) considerato il braccio armato della Coalizione, fondata a Doha su input del Qatar e delle potenze occidentali,  che nelle scorse ore aveva detto che non avrebbe partecipato a Ginevra 2, e che non avrebbe interrotto le proprie azioni militari. Intanto dopo la fissazione della data del 22 gennaio per la conferenza i combattimenti si sono inaspriti un pò in tutto il Paese, e nelle scorse ore Iran e Turchia hanno lanciato un appello per il cessate il fuoco in Siria. “Tutti i nostri sforzi devono puntare a porre fine agli scontri e ad imporre un cessate il fuoco“, ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, dopo avere incontrato a Teheran il suo omologo turco Ahmet Davutoglu, aggiungendo che, “se possibile“, la sospensione delle ostilita’ dovrebbe avvenire prima dei colloqui di Ginevra. Il ministro Davutoglu ha anche affermato che con l’aiuto di tutti si potrebbe seriamente ottenere un cessate il fuoco in Siria. Intanto però aumentano le polemiche dopo che il leader dell’opposizione turca, Kemal Kilicdaroglu,  ha denunciato che consegne di armi sono state effettuate al confine con l a Siria a gruppi qaedisti degli insorti in zone poste sotto la sorveglianza della gendarmeria turca. Si combatte però aspramente nella regione della Ghouta orientale, ad est di Damasco, a Qalamun, a Nord della capitale. Secondo l’ong Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus), le forze lealiste, che nelle ultime settimane hanno ottenuto una serie di importanti vittorie, hanno bloccato oggi una controffensiva dei ribelli nella Ghouta, uccidendo 17 miliziani, tra i quali cinque stranieri. Forte di questi successi il governo, tramite un comunicato del ministero degli Esteri, ha fatto sapere che partecipera’ ai colloqui “non per cedere il potere a qualcuno, bensi’ per il bene del popolo siriano e a sostegno di una soluzione politica“.

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