Siria. A pieno regime la "fabbrica delle menzogne" | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
martedì , 17 gennaio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Siria. A pieno regime la “fabbrica delle menzogne”

Un pò come successe in Libia i media internazionali hanno cominciato a tutti gli effetti la campagna di bugie mediatiche contro Damasco. Si sprecano le bugie su quanto sta accadendo nella capitale siriana nelle ultime ore, con il chiaro intento di creare il contesto ideale a un intervento militare straniero contro le truppe di Assad.

Vi ricordate la Libia? Poche settimane dopo l’annuncio dell’inizio delle rivolte libiche contro Gheddafi i media internazionali bombardavano il mondo con le false notizie di bombardamenti aerei ordinati dal Colonnello contro la sua stessa popolazione. I tg sconvolti parlavano di 10.000 morti in poche settimane e trasmettevano le immagini, poi rivelatasi completamente false, di fosse comuni improvvisate (era il cimitero di Tripoli). I “magheggi” sarebbero stati tutti confutati, ma solo quando le bombe della Nato nel frattempo avevano già spazzato via tutta l’aviazione libica e gran parte del suo esercito.Questo in Siria non è potuto accadere solo grazie al veto di Mosca e Pechino, ma la “fabbrica della menzogna” è già entrata in azione, più forte che mai. Così tutti i media internazionali parlano di “battaglia finale” per la Siria, descrivendo una Damasco dove si combatterebbe casa per casa e dove il regime avrebbe ormai perso il controllo della situazione. I dispacci dei ribelli vengono presi tutti per buoni senza alcun riscontro, e gettati in pasto dell’opinione pubblica internazionale che finisce inevitabilmente per simpatizzare con i ribelli, o meglio con l’immagine che viene trasmessa dei ribelli in Occidente. Ad esempio nella giornata di oggi tutti i giornali hanno preso per buona la notizia diffusa dalla Reuters che un gruppo di ribelli avrebbe saccheggiato e dato alle fiamme il quartier generale della polizia a Damasco, assaltato nella giornata di ieri. L’edificio è situato nel centralissimo quartiere di Qanawat, vicino alla Città Vecchia. Come fonte citano un portavoce degli insorti, Abu Rateb, secondo cui gli agenti che hanno potuto si sono dati alla fuga e hanno abbandonato l’edificio.  Fonti dirette della capitale siriana invece hanno raccontato ben altro, parlando della controffensiva vincente dell’esercito siriano, che ieri avrebbe liberato completamente il quartiere sunnita di Al Midan e avrebbe ricacciato i ribelli all’estrema periferia di Damasco, infliggendo loro diverse perdite. Solo ieri il bilancio dei morti ha parlato di 248 morti, ma anche qui sono dati diffusi da una ong anti-regime di Londra, quindi la loro credibilità è vicina allo zero. L’Ansa, che ha fonti dirette a Damasco, ha negato invece che vi siano stati combattimenti a Damasco, sbugiardando così i giornalisti di mezzo mondo che parlano di “combattimenti casa per casa vicino ai centri di potere del regime”. Tutte colossali balle. Testimoni sul campo citati dall’agenzia hanno infatti raccontato: “Si vedono dei lampi, causati dalle esplosioni, ma sono distanti dal centro della città“. Ma come, distanti dalla città? la stampa americana ad esempio parla di una popolazione siriana ostile ad Assad che supporterebbe la rivolta in strada, bizzarro vero? Ma non finisce qui; secondo fonti molto vicine al governo l’esercito siriano ha concluso con successo la controffensiva a Damasco ripulendo completamente dalla presenza dei ribelli tutto il centro cittadino e gran parte dei quartieri residenziali già nella notte; “Ci sono ancora sparatorie ed esplosioni, ad intervalli di 30 minuti circa, ma a molta distanza dal centro“, ha detto la fonte dell’Ansa, “Intorno alla mezzanotte italiana molti bar erano affollati di gente. A Damasco si respira una atmosfera di paura, ma non come quella delle ultime ore“; ma come non doveva essere una città in guerra?. La situazione reale quindi sarebbe sostanzialmente questa: l’esercito siriano ha vinto la “battaglia” di Damasco e ha respinto i ribelli riprendendo il totale controllo della capitale. Secondo le stesse fonti inoltre, la stessa presenza di carri armati in alcuni quartieri (denunciata dagli attivisti) sarebbe del tutto inventata e comunque anche qualora venisse provata sarebbe “del tutto naturale“, dal momento che “in una situazione del genere è ovvio che i militari utilizzino le armi che hanno a disposizione”. Rimangono invece gravissime ombre intorno all’attentato organizzato  contro il cognato di Assad e l’unità di crisi predisposta dal governo contro i ribelli. Damasco ha accusato le potenze straniere di aver aiutato attivamente ad organizzare l’attentato kamikaze, e se le accuse venissero confermate sarebbe una prova della frustrazione occidentale nei confronti di una guerra contro la Siria molto più difficile da vincere del previsto. E ora l’intervento militare americano sta diventando sempre più probabile.

 

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top