Siria. Accordo Usa-Russia su armi chimiche, ma Obama minaccia ancora DamascoTribuno del Popolo
mercoledì , 18 ottobre 2017
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Siria. Accordo Usa-Russia su armi chimiche, ma Obama minaccia ancora Damasco

Usa e Russia si sono incontrate per parlare del disarmo delle armi chimiche di Damasco e hanno raggiunto un accordo di massima secondo cui Assad dovrà consegnare entro una settimana l’elenco completo. Intanto però Obama mantiene la minaccia delle armi su Damasco.

Alla fine il tanto atteso incontro Usa-Russia è avvenuto e sono stati anche raggiunti alcuni obiettivi di massima. Il primo ministro della Russia, Sergei Lavrov, ha commentato l’incontro con Kerry positivamente, spiegando che Mosca e Washington avrebbero trovato un accordo di massima sul disarmo delle armi chimiche siriane che prevede l’invio di Assad  entro una settimana dell’elenco completo degli arsenali. Parte bene quindi Ginevra, con le due parti che si sono dette soddisfatte del compromesso raggiunto. Kerry ha anche aggiunto che insieme è stato trovato l’accordo anche sul metodo per rimuovere e distruggere l’arsenale chimico siriano. Insomma la guerra sembra essere un pò più lontana dopo che entrambe le parti hanno confermato la loro adesione a un “regolamento pacifico” della crisi. Questo almeno a parole perchè in pratica l’Occidente sembra voler quasi sperare che la situazione precipiti per attaccare militarmente Damasco. Assad comunque, accordi alla mano, dovrà anche autorizzare l’accesso entro novembre degli ispettori internazionali agli arsenali chimici prima che vengano distrutti, e la distruzione dovrà essere completata entro la metà del 2014. Ma qui subentrano i problemi: ovviamente se Damasco non rispetterà i termini dell’accordo, con il ricordo al Capitolo 7 che prevede l’uso della forza a quel punto gli Usa potrebbero intervenire militarmente in Siria. Ed è qui che subentra il dubbio che qualcuno potrebbe fare in modo che la Siria non possa rispettare tali accordi. Lavrov ha però chiarito come per la Russia l’uso della forza vada tenuto fuori dall’accordo, quindi possibili motivi di attrito restano sullo sfondo.La risoluzione, concordano i due Paesi, dovrebbe comunque includere quanto previsto dal Capitolo VII della carta Onu. Il “Capitolo VII” è vincolante per tutti i membri Onu e prevede un’”azione nei confronti delle minacce alla pace, le violazioni della pace e gli atti di aggressione”. Una risoluzione che si richiamava a quella sezione della carta è stata utilizzata per la guerra del 1950-1953 in Corea.

Lavrov ha anche sottolineato come l’ organizzazione per la Proibizione di Armi Chimiche dovrà approvare la proposta russo-statunitense, e solo a quel punto potrà essere realizzato un calendario per la consegna delle armi: Gli ispettori dell’Onu devono essere in territorio siriano non più tardi di novembre“. Guerra lontana dunque? Purtroppo no, lo stesso Obama ha voluto ricordare a Damasco come la minaccia delle armi sia sempre dietro l’angolo, e questo senza che, finora, sia stata trovata una qualsivoglia prova che inchiodi Assad alle sue responsabilità. “Se la diplomazia fallisce, gli Stati Uniti e la comunità internazionale devono essere pronti ad agire”, ha rimarcato Obama,  aggiungendo che gli Stati Uniti manterranno le loro posizioni militari nella regione e continueranno a “far pressione sul regime di Assad“. Obama insiste poi sul concetto che esista il pericolo che i gas possano finire in mano a terroristi, non spiegando però che la Cia finanzia da oltre due anni l’opposizione siriana, ormai monopolizzata dall’estremismo islamico. Il presidente americano ha almeno però ammesso di contemplare anche una possibilità di una soluzione diplomatica della crisi siriana, fatto questo non scontato visto che la guerra sembrava essere ormai alle porte. 

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