Siria. Ad Aleppo è arrivata l'ora della "battaglia finale" | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
venerdì , 20 gennaio 2017
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Siria. Ad Aleppo è arrivata l’ora della “battaglia finale”

Il Daily Mail riporta che ci sarebbero agenti britannici attivi direttamente in territorio siriano con compiti di addestramento e supporto militare. E mentre Aleppo brucia, con l’esercito di Assad che è pronto a lanciare la controffensiva finale per liberare la città dai ribelli, il rischio di un conflitto generalizzato diventa concreto dopo il rapimento da parte dei ribelli di un gruppo di pellegrini iraniani. 

 

La mano di Sua Maestà. Era il segreto di Pulcinella, ma ora è diventata realtà storica: la Gran Bretagna sta assistendo finanziariamente e non i gruppi armati in Siria che combattono contro il governo di Damasco. Lo ha scritto  il Daily Mail, aggiungendo che i servizi di sua Maestà avrebbero anche fornito ai ribelli telefoni in grado di resistere a qualsiasi condizione atmosferica. In sostanza secondo il quotidiano britannico l’assistenza offerta da Londra ai ribelli sarebbe una tattica per rafforzare le milizie e indirizzarle verso una coalizione in grado di governare il Paese. Inutile ricordare che la Siria è un Paese sovrano e che a Damasco si sono svolte pochi mesi elezioni politiche ritenute regolari dagli osservatori, ma evidentemente il loro risultato non ha soddisfatto l’asse Washington-Londra. C’è di più, alcuni ufficiali  del Foreign Office sarebbero presenti sul territorio per addestrare ed equipaggiare l’opposizione, il che tradotto significa che in Siria agisce un numero indefinito di forze speciali, presumibilmente in azioni di guerra. Il personale britannico sarebbe penetrato nei confini siriani attraverso la Giordania, e si sarebbe ricongiunto con le cellule dei ribelli in territorio siriano. Nei giorni scorsi del resto il ministro degli Esteri britannico, William Hague, aveva annunciato che presto la Gran Bretagna sarebbe entrata nella fase chiamata “aiuto pratico”, alludendo a un supporto diretto da prestare sul campo a fianco dei ribelli siriani. Hague naturalmente non ha rivelato la natura di questi aiuti, ma ha anche anticipato che ulteriori dettagli verranno forniti nelle prossime settimane.

La battaglia di Aleppo- Intanto però ad Aleppo si continua a combattere ormai da giorni e giorni e ci si avvicina a larghi passi verso quella che è già stata definita la “battaglia finale”. Secondo alcune testimonianze i ribelli potrebbero contare su oltre 10.000 uomini arrivati ad Aleppo da poche settimane, mentre le forze dell’esercito siriano contano oltre 20.000 effettivi che hanno già stretto la città in una morsa, congiungendosi con le basi ancora attive nella città. Attualmente i ribelli sarebbero ancora in possesso di almeno metà di Aleppo, e una loro pesante offensiva contro la Tv di Stato è stata respinta dalle forze fedeli a Bashar al-Assad nella notte di venerdì. L’esercito di Damasco ha successivamente lanciato una pesante offensiva contro il quartiere Salaheddine, roccaforte dei ribelli, e avrebbe conquistato il controllo di alcuni importanti edifici. La vera battaglia però comincerà nei prossimi giorni, quando i 20.000 rinforzi dell’esercito stringeranno l’accerchiamento sulle postazioni dei ribelli. Il timore è che i civili possano rimanere in mezzo, anche se molte famiglie sarebbero riuscite a raggiungere luoghi difesi dai soldati come ospedali, scuole e università. Ma non si combatte solo ad Aleppo. A Damasco solo nelle ultime ore l’esercito regolare ha liberato gli ultimi quartieri ancora presidiati dai gruppi armati dell’Els (Esercito Libero Siriano), e da Homs sono arrivate testimonianze di violenti scontri armati. Secondo Syria News le forze armate siriane avrebbero preso il controllo del quartiere di Jouret al-Shayah e ucciso Walid al-Mukahel, importante capo di una squadra di cecchini che operava a Homs. Nelle operazioni sono rimasti uccisi molti altri cecchini e Muhammad Saaeed, il leader della brigata Al-Tawheed di Homs. Sarebbero ancora in corso combattimenti anche a Talsebeh, Rastan e Qusair, dove l’esercito negli ultimi giorni ha ottenuto importanti vittorie.

Paura di conflitto globale- Desta viva preoccupazione il rapimento dei pellegrini iraniani da parte delle truppe ribelli siriane ad Aleppo. Teheran avrebbe chiesto direttamente ad Ankara di intercedere per la liberazione dei pellegrini, ma i ribelli siriani ribattono sostenendo che tra di loro ci sarebbero anche alcuni membri delle Guardie Rivoluzionarie. La situazione resta dunque tesa e il rischio di un allargamento del conflitto purtroppo è reale. Se le truppe di Assad dovessero vincere sul campo, cosa che per il momento sta accadendo nella maggioranza del territorio, ecco che a quel punto l’Occidente potrebbe decidere di intervenire direttamente. Iran, Cina e Russia rimarranno a guardare? Il rischio è quello di un tutti contro tutti che potrebbe portare e conflitti generalizzati e potenzialmente devastanti. E’ anche possibile che le grandi potenze decidano di continuare con la soft war, agendo cioè in modo indiretto, con una vera e propria escalation di armamenti, mercenari, aiuti economici. Una escalation che peserà, come al solito, sulla popolazione civile.
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