Siria. Al-Nusra è vicina al collasso?Tribuno del Popolo
domenica , 28 maggio 2017
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Siria. Al-Nusra è vicina al collasso?

Al-Nusra, braccio siriano di Al Qaeda, sarebbe ormai bloccata nella zona di Idlib e circondata dall’esercito siriano. Anche per questo Damasco ha lanciato un appello ai militanti qaedisti invitandoli a deporre le armi in cambio di una sorta di amnistia. Intanto lentamente l’economia siriana comincia a ripartire dalle zone meno distrutte dal conflitto. 

Il presidente siriano Assad ha lanciato nelle scorse ore un nuovo appello ai miliziani di Al-Nusra, il ramo siriano di Al Qaeda, invitandoli ad arrendersi in modo da non venire perseguiti come criminali (Fonte LimesOnline). In realtà tale appello segnala la situazione di grande svantaggio tattico in cui si sono venuti a trovare i miliziani di Al-Nusra, ormai intrappolati a Idlib, la grande città conquistata qualche mese fa anche grazie al supporto ottenuto dalla Turchia, almeno stando alle accuse del governo siriano e alla reazione entusiasta di Ankara che il 30 marz0 2015, all’indomani della conquista della città da parte di una coalizione di gruppi armati a guida jihadista, esultava in questo modo: La Turchia si rallegra della conquista di Idlib da parte dell’opposizione”. Dunque il governo di Ankara espresse subito felicità alla presa di Al Nusra di una città importante come Idlib, ma ora dopo l’intervento russo la situazione militare sembra essere nuovamente mutata, e ora l’esercito governativo siriano coadiuvato da Hezbollah è riuscito a riconquistare gran parte del terreno perduto, ponendo le premesse per una presa di Idlib. I miliziani di Al-Nusra ora sarebbero sostanzialmente intrappolati nella zona di Idlib con le truppe di Assad che sono avanzata da ovest, sud e nord-est, stringendo quindi i miliziani in una sacca. Secondo molti analisti una volta che l’accerchiamento verrà completato i miliziani di Al Nusra non avranno altra scelta di arrendersi oppure fuggire a est per unirsi allo Stato Islamico.

Intanto nel nord della Giordania nelle scorse ore si sono verificati aspri scontri al confine tra soldati giordani e uomini armati non meglio precisati, probabilmente miliziani jihadisti attivi in Siria. Si è trattato di un vero e proprio combattimento su larga scala con la Giordania che ha utilizzato anche elicotteri da combattimento nei pressi di Irbid, a pochi chilometri dal confine siriano. Secondo molti si sarebbe tentato di un tentativo di infiltrazione di terroristi in Giordania e almeno una ventina di loro sarebbero stati arrestati nel corso dell’operazione, molti di più sarebbero rimasti uccisi.

L’economia riparte lentamente.

Arrivano anche alcune buone notizie con l’economia siriana che sembra lentamente voler ripartire. Molti investitori siriani infatti hanno ricominciato a investire nelle aree più sicure del paese come quella meridionale di Suwayda e quella costiera di Tartus, zone che hanno ricevuto il più alto numero di progetti di investimento nel 2015.Secondo l’agenzia siriana per gli investimenti, sarebbero proprio queste due zone ad attirare il maggior numero di investimenti nel 2015, con circa il 68% dei progetti totali rispetto alle altre cinque regioni più colpite. Non si tratta certo di segnali di ripartenza di un paese fortemente danneggiato da cinque anni di guerra, ma se non altro rappresenta una speranza per molti siriani che sperano che il conflitto sia arrivato finalmente alla fine.

Tribuno del Popolo

 

 

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