Siria. Alta tensione Mosca-Washington, è il ritorno della Guerra Fredda?Tribuno del Popolo
mercoledì , 18 ottobre 2017
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Siria. Alta tensione Mosca-Washington, è il ritorno della Guerra Fredda?

La situazione in Siria continua a non migliorare e ora sta crescendo anche la tensione tra Usa e Russia. Una nuova “guerra fredda” è alle porte?

La tensione tra Usa e Russia è alle stelle per quanto sta accadendo in Siria. A rovinare i piani dell’Occidente ci ha pensato il popolo siriano che, ostinatamente continua a combattere per poter decidere da sè il proprio futuro. Sono troppi infatti i paesi coinvolti nella destabilizzazione di Damasco, da Israele al Qatar fino alla Turchia e agli Stati Uniti, e ora che i ribelli sono in rotta di fronte all’avanzata dell’esercito siriano, ecco che Washington è tornata a parlare di una “No fly zone” da istituire in Siria per favorire proprio i ribelli siriani, gli stessi accusati da Carla del Ponte di aver utilizzato armi chimiche in diverse occasioni. Ma se gli Stati Uniti vorrebbero agire direttamente per spazzare via Assad, la Russia si oppone e, per bocca del ministro degli Esteri Lavrov, ha definito ieri: “una violazione del diritto internazionale” l’istituzione di una no-fly zone a favore dei ribelli. Il Pentagono però questa volta sembra fare sul serio e ha fatto sapere che dispiegherà in Giordania i missili Patriot e i caccia F-16, armamenti che a questo punto è chiaro che potrebbero essere utilizzati per garantire la sicurezza di un corridoio a favore degli insorti. Washington ha chiesto poi l’assistenza dell’Egitto nel circondare Damasco, con il presidente islamico Morsi che si è schierato ufficialmente contro la Siria di Assad e ha rotto le relazioni diplomatiche chiudendo l’ambasciata di Damasco al Cairo e richiamando il suo incaricato d’affari dalla capitale siriana. All’attacco anche il segretario di Stato americano John Kerry che ha voluto accusare Hezbollah di aver reso “impossibile il raggiungimento di una soluzione politica del conflitto“. Si tratta di colossali bugie dal momento che da oltre due anni in Siria tra i ribelli combattono decine di migliaia di estremisti islamici provenienti da tutto il mondo. Come se non bastasse i ribelli siriani continuano a lanciare razzi nella regione libanese di Baalbek, la roccaforte di Hezbollah, ma su questi attacchi la Casa Bianca tace vergognosamente. A questo punto però sembra Mosca ad essere da una posizione di vantaggio dal momento che le forze armate del presidente Assad sembrano essere all’offensiva in tutto il Paese e Washington cerca in modo grottesco di fermare questa avanzata. Senza No-Fly zone, e in fretta, non ci sarà insomma scampo per i ribelli siriani. Peccato che se dovesse venire approvata la No-Fly zone, questo significherebbe distruggere il sofisticato sistema di difesa anti-aereo di fabbricazione russa in mano al regime di Damasco, cosa che manderebbe su tutte le furie Mosca. Quanto all’uso di armi chimiche, del quale gli Stati Uniti si dicono convinti e che a loro parere giustifica la fornitura di armi ai ribelli, il capo della diplomazia russa ha detto che le forze di Assad “stanno vincendo sul terreno, e quindi “non avrebbe senso” utilizzare questi arsenali. Ma vallo a spiegare a chi, come gli Stati Uniti, ha fatto della fabbricazione di prove false un’arte. 

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