Siria. Ancora accuse di uso di "gas tossici"Tribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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Siria. Ancora accuse di uso di “gas tossici”

Proprio pochi giorni dopo che il premio Pulitzer americano Seymour Hersh aveva ammesso che la responsabilità dell’attacco chimico di agosto in Siria era dei ribelli jihadisti, la tv di Stato di Damasco ha dato la notizia di un nuovo attacco chimico nella provincia centrale di Hama nel quale sarebbero morte due persone e oltre cento avrebbero subito soffocamento. Le due parti in conflitto si accusano a vicenda, ma sembra molto improbabile che sia stato il governo, vediamo il perchè..

Ci risiamo, il film è sempre lo stesso: avviene un attacco chimico vero o presunto e rimbalzano le accuse incrociate tra le parti in causa. Peccato che non sia questa la prima volta che ciò avviene, ci siamo passati già ad agosto quando si sfiorò anche il conflitto dopo il terribile attacco chimico di Ghouta, nei sobborghi di Damasco. Tutti diedero la colpa ad Assad con Obama pronto a bombardare la Siria, poi però qualcuno lo avvisò che a utilizzare le armi chimiche non era stato il governo siriano, e la cosa scemò. Del resto che motivo avrebbe Damasco di utilizzare le armi chimiche contro i ribelli quando, dopo oltre tre anni di guerra, sta conseguendo importanti vittorie sul campo? E soprattutto che senso avrebbe dopo che gli occhi di tutto il mondo sono puntati proprio su Damasco aspettando solo un passo falso per autorizzare un attacco contro la Siria?

Seymour Harsh ha dato un bel grattacapo alla Casa Bianca qualche giorno fa scrivendo che la responsabilità dell’attacco di Ghouta era effettivamente da addossarsi interamente ai ribelli jihadisti, peraltro con la complicità di Ankara, ma nessuno ha messo sotto accusa Erdogan e la Turchia, il solito doppiopesismo americano e occidentale. Ora però torna lo spettro dell’attacco chimico con la Tv di Stato siriana che ha detto che Al Qada-Al Nusra avrebbe utilizzato gas tossici nella provincia centrale di Hama, uccidendo almeno due persone e causando il soffocamento di altre cento. Pare che i jihadisti avrebbero utilizzato il gas  al cloro contro la città di Kafr Zaita, nella campagna a nord di Hama, aggiungendo che al-Nusra ha inoltre in programma di utilizzare il gas tossico contro la zona di Wadi al- Daif nella campagna della provincia di Idlib, Siria nord-occidentale, e contro la città di Mork nella campagna Hama.

Il primo uso di gas chimici documentato risale al 19 marzo 2013 in una zona controllata dal governo siriano in un sobborgo di Aleppo, Khan al- Assal, dove l’attacco causò la morte di 26 persone tra cui 16 militari. In sostanza lo schema sarebbe sempre lo stesso, i jihadisti utilizzerebbero le armi chimiche per accusare l’esercito siriano e attirare l’intervento militare straniero. Quello che i media non dicono è che l’ambasciatore della Siria al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il dott. Bashar al-Jafaari, aveva recentemente parlato di un imminente utilizzo di gas chimici da parte dei ribelli riferendo alle Nazioni Unite che Damasco aveva intercettato delle comunicazioni nelle quali i miliziani parlavano di utilizzare armi chimiche nella periferia di Damasco e a Jobar per poi accusare l’esercito siriano. Non casualmente tutto ciò avviene mentre l’esercito siriano sta riportando importanti vittorie sul terreno, per quale motivo quindi dovrebbero utilizzare tali armi proprio mentre sono in corso i trasferimenti delle armi chimiche siriane in base ad accordi internazionali con l’Onu con la presenza di tecnici e osservatori delle Nazioni Unite?

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