Siria. Ancora blitz di Israele contro siti militariTribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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Siria. Ancora blitz di Israele contro siti militari

Dopo gli attacchi di ieri,Israele ha effettuato un nuovo blitz a Damasco nella notte. Sarebbe stato colpito un centro di ricerche militari nella periferia della capitale. La notizia è stata diffusa dalla tv di Stato.

Dopo gli attacchi dei giorni scorsi dalla Siria è arrivata la notizia di un nuovo attacco da parte di Israele in territorio siriano. La notizia sarebbe già molto grave di per sè ma lo diventa ancora di più in quanto ormai Israele si fa beffe delle norme internazionali violando lo spazio aereo della Siria a piacimento. Questa volta è stata la Tv di Stato siriana a dare la notizia del blitz effettuato dalle forze armate israeliane nella periferia di Damasco, e la notizia ha trovato subito conferme. Il tutto mentre in Siria si continua a combattere in modo sanguinoso e mentre centinaia di famiglie hanno tentato di fuggire da Banias verso Tartus, a sud. Lo schema però è sempre lo stesso, ogni massacro viene addebitato senza alcuna verifica alle milizie filo-Assad, come se si volesse a tutti i costi creare una situazione internazionale favorevole a un intervento militare dell’Occidente contro Damasco.

La giornata comunque si è aperta con la notizia del blitz dello Stato ebraico in territorio siriano, l’ennesimo, questa volta contro un deposito di armi nella periferia della Capitale siriana. Non è ancora chiaro cosa sia realmente successo, due giorni fa il blitz aveva colpito un carico di armi destinato, presumibilmente, agli Hezbollah libanesi.Obama alla tv Usa in spagnolo Telemundo ha spiegato che Israele ha il diritto di proteggersi di fronte a un rifornimento di armi della Siria agli Hezbollah libanesi ma non conferma il raid israeliano contro un deposito di missili Scud in Siria.Secondo un funzionario Usa intervistato dal New York Times nel mirino del raid ci sarebbe stato un carico di missili provenienti dall’Iran; sarebbero i famigerati Fateh-110S, e sarebbero stati ammassati in un aeroporto nei pressi di Damasco al momento dell’attacco degli aerei israeliani. Il deposito colpito da Israele, ha detto, era sotto il controllo di miliziani Hezbollah e elementi della forza paramilitare iraniana al Quds. Alcune fonti siriane citate dal New York Times, peraltro,  hanno dal canto loro confermato la spedizione di missili dall’Iran all’aeroporto di Damasco, da dove dovevano poi essere consegnati agli Hezbollah.Secondo fonti Usa, i missili Fateh-110, a combustibile solido, più precisi dei missili Scud a combustibile liquido, hanno un raggio d’azione che li rende in grado di colpire dal Sud del Libano Tel Aviv e gran Parte di Israele.

Per far capire la gravità dell’accaduto sarebbe come se la Siria decidesse preventivamente di bombardare la Turchia in quanto Ankara spedisce carichi di armi ai ribelli siriani. Un atto simile sarebbe stato sicuramente interpretato come una lampante violazione delle norme internazionali, e senza dubbio la Turchia reagirebbe dichiarando guerra alla Siria con il supporto attivo della Nato. Invece Israele può liberamente violare lo spazio aereo di un paese sovrano come la Siria, sapendo perfettamente di non dover temere nessuna ripercussione. La guerra contro la Siria viene portata avanti con ogni mezzo, lecito e non, e i media come abbiamo sempre detto svolgono in questo un ruolo di primo piano. Intanto però dal fronte giungono notizie non proprio positive per i detrattori di Damasco in quanto il fronte filo-Assad nelle ultime ore ha segnato progressi nell’accerchiamento della cittadina di Qusayr, stretta tra il Libano e Homs. Fonti filo-regime siriano affermano che nelle prossime ore Qusayr e l’intera piana dell’Oronte a sud di Homs potrebbe capitolare. Di fronte a questo scenario, gli Stati Uniti frenano sull’ipotesi di un intervento militare diretto in Siria, e Obama ha detto che non è previsto un invio di truppe di terra nel territorio siriano.

Gracchus Babeuf

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