Siria. Ancora bombe e morti, la pace è ancora lontanaTribuno del Popolo
venerdì , 9 dicembre 2016
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Siria. Ancora bombe e morti, la pace è ancora lontana

Siria. Ancora bombe e morti, la pace è ancora lontana

I media continuano a parlare degli incontri di Ginevra ma sul terreno la guerra civile in Siria va avanti giorno dopo giorno con un bilancio che ha raggiunto ormai i 136.000 morti. 

A Ginevra gli incontri sembrano portare a un punto morto, e non potrebbe essere altrimenti dal momento che agli accordi mancavano sia i guerriglieri jihadisti, che ormai sono la maggioranza dell’opposizione, sia l’Iran. Del resto i media non raccontano che gli accordi partono da un falso presupposto, ovvero che Assad dovrebbe rinunciare a qualsiasi ruolo sulla Siria del futuro, e non si capisce bene perchè dal momento che Assad continua ad essere appoggiati da consistenti porzioni della società siriana, altrimenti non si spiegherebbe il motivo della sua tenuta e del perchè, dopo tre anni, siano le forze armate siriane ad aver raggiunto un vantaggio sul terreno. I media non raccontano nemmeno che i responsabili dell’attacco chimico di Ghouta di agosto 2013 sono stati i ribelli, e non l’esercito di Assad come indicato in un primo momento. Ma il mainstream va avanti come un mulo, superato il momento dell’attacco chimico, ora attacca nuovamente Damasco per presunti bombardamenti indiscriminati sulla popolazione civile, mentre i colpi di mortaio dell’opposizione che ogni giorno uccidono civili e bambini sembrano quasi diventati normali, così come i rapimenti, gli attentati kamikaze, le esecuzioni sommarie e le torture dei jihadisti islamici.  Così mentre a Ginevra si discute, in Siria si muore. Ad Aleppo l’esercito ha lanciato un’offensiva aerea nei quartieri ancora sotto controllo ribelli, e a giudicare dall’offensiva lanciata mediaticamente da parte dei vari Osservatori filoribelli, sembra che l’esercito stia sfondando nei quartieri orientali della città, anche se gli attivisti lo accusano di utilizzare barili pieni di Tnt. Il mese di gennaio del resto è stato un mese ad alto livello di scontri con oltre 6000 vittime in tutto il Paese

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