Siria. Ancora un massacro nel silenzio dei media e l'Isis arriva a YarmoukTribuno del Popolo
lunedì , 24 luglio 2017
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Siria. Ancora un massacro nel silenzio dei media e l’Isis arriva a Yarmouk

Mentre lo Stato Islamico con l’aiuto di Al Nusra e altri gruppi dell’opposizione siriana arriva al campo di Yarmouk a sud di Damasco, nei dintorni di Homs, nel villaggio di Mabouja, i jihadisti hanno perpetrato l’ennesimo massacro contro civili.

Forse Mabouja non sarà un villaggio importante dal punto di vista strategico ma quel che è successo in questo piccolo centro alle porte di Homs forse meriterebbe di campeggiare nelle prime pagine dei giornali, invece no. Si preferisce parlare dello Stato Islamico che arriva nel campo palestinese di Yarmouk, con i giornali che evidenziano di come tale campo fosse sotto assedio da oltre un anno da parte dell’esercito siriano. Quello che non dicono è che ad aiutare l’Isis ad arrivare a Yarmouk sarebbero stati i miliziani di diversi gruppi di opposizione siriana, confermando dunque quanto va dicendo da tempo Damasco, ovvero che non è più possibile distinguere tra ribelli “buoni” e jihadisti, dal momento che i secondi sono diventati egemoni. Al Nusra del resto altro non è che la costola di Al Qaeda in Siria, di conseguenza la scelta americana di continuare a finanziare fantomatici ribelli che dovrebbero combattere l’Isis rappresenta una clamorosa mistificazione. Ma veniamo ai fatti: i miliziani dell’Isis avrebbero ucciso oltre trenta civili, tra cui donne e bambini,  a Mabouja nella Siria centrale. I civili sarebbero stati tutti fuciliati, decapitati o bruciati secondo l’Osservatorio per i Diritti Umani in Siria basato a Londra, spesso e volentieri puntualissimo nel diffondere notizie contro il governo di Damasco ma questa volta in prima fila nel mostrare l’operato dei jihadisti. La notizia è stata ripresa anche da AdnKronos che ha spiegato come tra le vittime ci fossero anche sunniti alawiti e sciiti; il villaggio sarebbe poi stato liberato a tarda notte da parte dell’esercito fedele ad Assad, che ha potuto così constatare il massacro. Tutto questo avviene mentre i presunti raid della coalizione contro lo Stato Islamico si mostrano del tutto insufficienti e soprattutto mentre paesi come la Turchia, Qatar e Arabia Saudita continuano ad appoggiare i cosiddetti ribelli con ogni mezzo, favorendo il transito di mercenari e combattenti stranieri in Siria.

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