Siria. Ankara avvisa: "Basta attacchi, o reagiremo" | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
mercoledì , 24 maggio 2017
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Siria. Ankara avvisa: “Basta attacchi, o reagiremo”

Ancora venti di guerra in Siria dopo gli ennesimi incidenti di frontiera con la Turchia. Il capo di stato maggiore dell’esercito di Ankara ha minacciato oggi Damasco di ritorsioni nel caso gli attacchi dovessero continuare.

Ancora tensione tra Turchia e Siria dopo che il capo di stato maggiore dell’esercito turco, il generale Necdet Ozel, ha minacciato oggi Damasco di rispondere con più violenza qualora dovessero continuare i colpi di mortaio dalla Siria nel proprio territorio. Inutile dire che riesce davvero difficile pensare che siano stati i soldati di Assad a bombardare la Turchia, per quale motivo infatti avrebbero dovuto offrire un pretesto alla Nato per autorizzare Ankara all’invasione?

Ozel intanto è in missione di ispezione lungo la frontiera con la Siria e oggi si trova ad Akcakale, la cittadina colpita una settimana fa da un pezzo di artiglieria siriano che ha ucciso cinque persone. Negli ultimi giorni alcuni proiettili di mortaio sono caduti in territorio turco , ma senza fare vittime. L’artiglieria di Ankara ha risposto sparando verso obiettivi siriani, e secondo fonti siriane ci sarebbero anche diverse vittime tra i soldati dell’esercito. Sulla questione è intervenuto anche il premier turco Recep Tayyip Erdogan: “Il nostro Paese non ha intenzione di interferire” negli affari interni della Siria e “quanto accade non è frutto dell’interferenza dalla Turchia“. Erdogan ha i poi llustrato la situazione lungo il confine con la Siria e ha chiesto la solidarietà di tutti i paesi islamici per risolvere la crisi. “Non si dovrebbe mai arrivare a situazioni come questa – ha detto -. Dobbiamo tutti avere una posizione e un orientamento comuni“.Gli scontri tra i due stati sono cominciati la scorsa settimana, quando  la Turchia ha bombardato la Siria, in risposta all’attacco siriano.

Secondo le ultime informazioni l’esercito di Assad avrebbe lanciato oggi un pesante attacco per riconquistare la città di Homs e altre località limitrofe. Lo ha riferito il quotidiano Al Watan, secondo cui l’esercito starebbe avanzando su tutte le direttrici in città e in provincia. Secondo l’agenzia Sana invece, l’esercito avrebbe ucciso diversi ribelli in scontri nelle aree di Hula e Rastan.Intanto gli Stati Uniti hanno dispiegato circa 150 militari in Giordania per fornire un contributo all’accoglienza dei rifugiati siriani ed essere pronti ad agire nel caso in cui il regime di Damasco dovesse perdere il controllo delle sue armi chimiche. Questa “task force” è stata accolta in un centro di addestramento dell’esercito giordano situato a nord della capitale Amman, a una cinquantina di chilometri dalla frontiera siriana. Secondo il capo della diplomazia giordana, Nasser Jawdeh, la Giordania ha accolto fino ad oggi oltre 200mila rifugiati provenienti dalla Siria.

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