Siria. Ankara prepara operazioni di terra?Tribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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Siria. Ankara prepara operazioni di terra?

Da più parti giungono indicazioni che Ankara potrebbe nei prossimi giorni/mesi decidere di lanciare una vasta operazione di terra nella parte settentrionale della Siria. Ufficialmente si tratterebbe di una campagna contro il Daesh (Stato Islamico), ma sono in tanti a credere che in realtà si tratti di uno specchio per le allodole per lanciare operazioni contro i curdi. 

Da diversi mesi in tanti hanno accusato Ankara ed Erdogan di fare molto poco contro lo Stato Islamico, non a caso i cosiddetti foreign fighters che sono andati a ingrossare le fila del Califfato sono spesso e volentieri transitati liberamente proprio nel territorio turco. Dopo l’abbattimento del Su-24 russo da parte della Turchia a novembre il Cremlino ha accusato apertamente Erdogan e la sua famiglia di commerciare con il Daesh e di fare affari con lo Stato Islamico, ad esempio commercializzando il petrolio nelle mani del Califfo. La Turchia ha sempre negato ma nei fatti ha mostrato di essere più attiva nel combattere i curdi del Pkk piuttosto che i miliziani jihadisti, anche per questo sono tanti a non credere che i turchi siano disponibili a combattere contro i jihadisti in Siria. Nelle ultime settimane aumentano sempre di più coloro che danno per imminente una probabile campagna di terra della Turchia in Siria, e non sarebbe nemmeno una novità dal momento che soldati turchi poche settimane fa erano andate in Iraq senza prima consultare in alcun modo il governo di Baghdad.

Secondo il sito di intelligence Stratfor, ripreso tra gli altri anche dal network russo Sputnik , ci sarebbero sempre più conferme che i turchi stiano pensando a una invasione di terra. Ufficialmente i turchi sostengono di voler colpire l’Isis per mettere in sicurezza il confine tra Siria e Turchia, ma è chiaro che a Damasco pensano, al contrario, che gli obiettivi di Ankara siano ben altri. A segnalare questo attivismo turco il fatto che siano stati visti dei mezzi di sminamento turchi nella zona di confine limitrofa alla cittadina siriana di Jarabulus, che si troverebbe oggi sotto controllo dello Stato Islamico. Secondo diverse fonti di Stratfor la Russia e gli Stati Uniti avrebbero discusso a lungo del piano e Mosca avrebbe accettato di non fermare gli sforzi turchi, almeno fin quando i turchi non tenteranno di espandere la zona sotto loro controllo fino al Mar Mediterraneo.

Obiettivo dei turchi sarebbe anche quello di rafforzare i ribelli siriani a nord di Aleppo in modo da ostacolare con ogni mezzo i curdi del Ypg e del Pkk, anzi secondo molti sarebbe questo il reale obiettivo dei turchi: impedire che i curdi possano in qualche modo avvantaggiarsi nel conflitto siriano. Una invasione turca nel nord della Siria potrebbe avvenire in qualsiasi punto lungo la porzione di confine controllata dall’Isis, e potrebbe portare a conseguenze potenzialmente devastanti in quanto aumenterebbe il rischio di incidenti con l’esercito siriano e con le forze russe. Intanto nel sud del paese i lealisti siriani aiutati dai bombardamenti russi hanno continuato ad avanzare negli ultimi giorni riconquistando decine di villaggi, di conseguenza l’Isis è in estrema difficoltà in Siria come in Iraq. In tanti temono che l’intervento dei turchi nel nord della Siria finirebbe solo per rafforzare i ribelli “moderati” nell’ottica di impedire ulteriori conquiste dei curdi, il tutto mentre l’Isis continua a colpire.

Peraltro secondo RT.com proprio nelle ultime ore sarebbero in qualche modo giunti degli aiuti ai ribelli siriani nella provincia di Aleppo direttamente dalla Turchia. Le accuse sono state formulate direttamente dal ministero degli Esteri russo e fanno riferimento ad attacchi lanciati da Al-Nusra e altri gruppi contro le forze siriane nelle ultime ore.

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