Siria. Arrivano le prime ammissioni del QatarTribuno del Popolo
domenica , 17 dicembre 2017
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Siria. Arrivano le prime ammissioni del Qatar

Secondo il Financial Times ha pubblicato una intervista all’ex primo ministro del Qatar, lo sceicco Hamad bin Jassim al Thani, che ammette che la rivoluzione del 2011 in Siria non fu “spontanea” come troppi in Occidente vorrebbero far credere…

Hamad bin Jassim Al Thani, in realtà, al Financial Times non ha detto assolutamente nulla di nuovo, però i media occidentali hanno preferito in grande misura ignorare questa intervista forse perchè scomoda alla luce di tutte le frottole sin qui raccontate sulla Siria e ripetute sino allo sfinimento, anche di fronte alla realtà. In realtà la situazione è ancora peggiore dato che persino Il Giornale ha dato risalto alla notizia tramite il blog di Marcello Foa, e questo dovrebbe far riflettere ancora di più perchè anche nei quotidiani della cosiddetta “sinistra”, c’è sulla Siria un silenzio ignobile. Ma andiamo con ordine: il Financial Times ha pubblicato una intervista all’ex primo ministro del Qatar, lo sceicco Hamad bin Jassim Al Thani, in cui costui ha ammesso candidamente che la cosiddetta “rivoluzione” del 2011 in realtà non sarebbe stata spontanea come hanno voluto cercare di farci credere.  Del resto Al Thani ha utilizzato parole molto chiare (Leggi l’originale qui) a riguardo: “Non l’ho mai detto prima: quando abbiamo iniziato a interferire sulla scena politica siriana (attorno al 2012) eravamo sicuri che il Qatar avrebbe presto assunto la guida delle operazioni, in parte per la riluttanza dei sauditi a interferire in quel Paese. Poi però la situazione cambiò, la monarchia saudita decise di intervenire direttamente e ci chiese di sederci sul sedile posteriore. Questo portò a una competizione tra noi e loro e non è stato salutare

Dunque non erano traveggole o miraggi quelli di chi sosteneva che da anni in Siria chi volesse destituire Assad proveniva principalmente dall’estero, eppure i media per anni hanno pensato bene di schierarsi in modo acritico e quasi fanatico con quei “ribelli” descritti in modo romantico sulle pagine dei nostri giornali ma che nella realtà spesso e volentieri erano mercenari quando non terroristi jihadisti che hanno terrorizzato e ucciso la popolazione. E ora incredibilmente lo stesso Occidente che appoggiando le Primavere Arabe ha indirettamente creato decine di migliaia di profughi al posto che fare “mea culpa” continua con le media wars sulla Siria continuando a preconfezionare bugie in serie che servono a gettare fango su Mosca e Damasco, forse per coprire le reali responsabilità di quello scempio. Dunque viene fuori che probabilmente senza le ingerenze di Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Israele e Stati Uniti probabilmente in Siria non ci sarebbe stata nessuna rivolta e probabilmente non ci sarebbero nemmeno stati i 300.000 morti e i milioni di profughi che invece sono stati fatti in nome della lotta al “dittatore” Assad.

Tribuno del Popolo

 

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