Siria. Assad accusa: "Militanti Isis aumentati con i raid Usa"Tribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
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Siria. Assad accusa: “Militanti Isis aumentati con i raid Usa”

Il presidente siriano Bashar al-Assad intervistato da Cbs ha dichiarato che i raid americani starebbero portando alla crescita del numero di miliziani che si associano all’Isis. Si parla di qualcosa come 1000 reclutati al mese, e sul campo a combatterli in Siria ci sarebbero solo i soldati siriani e i curdi. 

Da quando gli Stati Uniti in estate hanno cominciato i loro raid aerei tesi a fiaccare lo Stato Islamico non sono mancate le polemiche, anche aspre, nei confronti di una Coalizione che è sembrata ai più non fare abbastanza per fermare l’insorgenza jihadista in Siria e in Iraq. Altre volte infatti gli Usa hanno messo su coalizioni ben più efficaci e letali, ma non questa volta, e vien fin troppo facile pensare che in qualche modo qualcuno alla Casa Bianca abbia pensato di utilizzare l’Isis proprio contro l’odiato nemico Assad. Dopo quattro anni di guerra civile però il governo di Damasco rimane ancora lì, e Assad ha concesso una intervista all’emittente Cbs nella quale ha parlato proprio dei raid americani contro lo Stato Islamico. Secondo il presidente siriano intervistato da Charlie Rose il numero dei miliziani dell’Isis sarebbe aumentato dall’inizio dei raid americani in Siria. Ecco cosa ha dichiarato riguardo ai raid: “in alcuni casi possono portare dei benefici a livello locale ma Isis sul piano generale e’ cresciuto dall’inizio degli attacchi  ci sono piu’ reclutamenti e alcune stime parlano di 1.000 reclutati al mese in Siria. Stanno crescendo in Iraq, in Libia, e altre organizzazioni affiliate ad al-Qaeda hanno annunciato la loro adesione all’Isis. Questa e’ la situazione“. La guerra contro l’Isis inoltre non sarebbe una guerra convenzionale dove l’obiettivo è quello di conquistare territori al nemico bensì di una guerra di tipo nuovo, una guerra psicologica che va al cuore e “alla mente dei siriani  e non possiamo conquistare il cuore dei siriani mentre li uccidiamo“. Il presidente siriano si è anche detto disponibile a lasciare il potere, ma solo quando e se dovesse perdere il supporto pubblico di cui dispone in Siria. In effetti Assad la scorsa primavera ha vinto le elezioni presidenziali in Siria con larga maggioranza e sarebbe molto difficile ipotizzare che sia rimasto per quattro anni al potere senza avere in qualche modo un certo consenso popolare nelle aree da lui controllate. Assad ha poi parlato anche degli Stati Uniti e dei rapporti controversi con la Casa Bianca: “Il problema con gli americani e’ che loro non vogliono partner, accettano solo seguaci; anche l’Europa non e’ partner degli Usa, ad essere franchi. E questo e’ il loro problema con la Siria. Hanno bisogno di qualcuno che continui a dire di si, di un pupazzo, di una marionetta“. Per Assad anche Putin sarebbe stato demonizzato dagli Stati Uniti proprio per lo stesso motivo, perchè “vuole essere indipendente“.  Intanto la guerra siriana ha, a oggi, causato qualcosa come 220.000 morti, e soprattutto non sembra accennare a finire dal momento che paesi come la Turchia, egli stessi Usa,  continuano ad appoggiare attivamente milizie jihadiste e non contro il governo di Damasco.

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