Siria. Assad accusa:"La Casa Bianca sta volutamente destabilizzando la Siria" | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 23 marzo 2017
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Siria. Assad accusa:”La Casa Bianca sta volutamente destabilizzando la Siria”

Il presidente siriano Bashar al-Assad ha concesso una rara intervista all’emittente tedesca ARD nella quale ha accusato la politica dell’Occidente, e in particolar mondo degli Stati Uniti, di essere la principale responsabile della situazione siriana.  Intanto uno dei capi dei ribelli sarebbe caduto tra le mani dei governativi.

Damasco contro tutti. Questo almeno è lo scenario che viene dipinto, giorno dopo giorno dai media internazionali, che descrivono Assad come un leader isolato che combatte contro il suo stesso popolo. Assad raramente concede interviste a giornali o emittenti occidentali, e questa volta ha deciso di affidare le sue riflessioni all’emittente tedesca ARD. Come ha detto Assad ai giornalisti tedeschi, sarebbe il governo statunitense uno dei maggiori responsabili della crisi dal momento che fornirebbe sostegno politico e materiale all’opposizione siriana, un sostegno volto, secondo Assad, a destabilizzare la Siria. Il presidente siriano ha invece elogiato il piano di pace di Kofi Annan, ma ha accusato proprio i ribelli di impedire il successo del piano da lui proposto. Bashar al-Assad ha poi affermato di avere ancora un largo sostegno pubblico in Siria, e ha accusato nuovamente le ingerenze straniere: “Gli Stati Uniti sono contro di me, l’Occidente è contro di me, molte potenze regionali sono contro di me”. Assad ha addirittura definito gli Stati Uniti come “una parte del conflitto” che, a suo dire, offrirebbe sostegno politico alle bande ribelli per “creare instabilità e destabilizzare la Siria”. Ma da chi sono dirette e composte queste bande ribelli? Secondo Assad sarebbero un mix di terroristi di Al-Qaeda, cellule terroristiche, fuorilegge e disertori, autori di violenze sia contro le forze di sicurezza che contro i civili. A questo proposito il presidente siriano ha smentito in modo categorico il coinvolgimento delle truppe governative nel massacro della città di Houla, dove vennero uccisi oltre 100 civili.  In quella tragica occasione sarebbero state le bande ribelli a massacrare le famiglie inermi, cercando poi di addossare la colpa di fronte alla comunità internazionale ai soldati governativi. I ribelli avrebbero in quell’occasione persino indossato uniformi dell’esercito, una tattica che a quanto pare viene utilizzata spesso nella guerra civile siriana dai ribelli.  Parlando poi dei motivi per cui il piano di Annan non è stato applicato, Assad ha spiegato: “L’ostacolo principale è che molti paesi non vogliono che il piano abbia successo”. In una conferenza a Ginevra la scorsa settimana, Kofi Annan ha presentato un nuovo piano per la Siria che prevede un governo di unità nazionale che includa anche alcuni membri dell’opposizione; Assad ha però posto il veto sostenendo che tale soluzione non chiarirebbe la natura dell’opposizione siriana.  Infine, il presidente siriano ha voluto respingere i timori che la Siria avrebbe seguito lo stesso percorso di Egitto e Libia, sostenendo che quanto successo in Siria sarebbe completamente diverso da quanto successo in Nordafrica. Insomma, secondo Assad l’unico modo per porre fine alla guerra sarebbe quello di vincere la guerra al terrorismo dal momento che i gruppi armati del Paese non sarebbero per primi disposti ad aprire un dialogo con il governo. La seconda soluzione in campo sarebbe quello di portare avanti il dialogo con le diverse componenti politiche e, al tempo stesso, portare avanti una riforma che coinvolga tutti i gruppi disposti a collaborare. Intanto arrivano anche alcune novità dal fronte dove le forze armate siriane avrebbero catturato a Homs Abd al-Razzak Tlas, importante capo ribelle della brigata Faruk e considerato uno  tra i più pericolosi criminali dell’opposizione armata cittadina.

 

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