Siria. Assad è pronto a ricandidarsiTribuno del Popolo
venerdì , 20 gennaio 2017
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Siria. Assad è pronto a ricandidarsi

Siria. Assad è pronto a ricandidarsi

Il presidente Bashar al-Assad ha detto di essere pronto a presentarsi alle elezioni del 2014 per un nuovo mandato. Ad affermarlo lo stesso Assad che ha concesso un’intervista alla rete tv libanese al-Mayadin

La guerra in Siria non è ancora finita eppure già si pensa al futuro del martoriato Paese. Bashar al-Assad a questo proposito ha concesso una interessante intervista alla rete tv libanese al-Mayadin nella quale ha parlato degli sviluppi futuri dal punto di vista politico per il suo Paese. ”Non c’è ancora una data certa per la conferenza di pace di Ginevra 2, non si conosce chi vi prenderà parte e se le forze che vi parteciperanno rappresenteranno realmente i siriani”, ha detto Assad. Ovviamente queste parole non potevano che scatenare la reazione del capo dell’opposizione siriana, Ahmad Jarba, il quale ha confermato di non volersi recare alla conferenza di pace Ginevra 2 a meno che l’obiettivo dei colloqui non sia che il presidente Assad lasci il potere. Jarba peraltro non rappresenta nemmeno più tutta l’opposizione dal momento che negli ultimi tempi è stata martoriata da profonde divisioni. Intanto ha commentato la vicenda il segretario di Stato Usa John Kerry, uno dei falchi Usa nei confronti della Siria:  Se pensa di risolvere i problemi correndo per una rielezione, gli dico che questa guerra prosegue proprio perchè lui è in quel posto“. Il problema è che Assad è una figura dietro la quale si compatta un blocco importante della società siriana, mentre l’opposizione continua a essere dilaniata dalla divisione laici-estremisti. Continuano però le pressioni della comunità internazionale nei confronti dell’opposizione siriana per prendere parte a Ginevra 2. Il motivo per cui sosteniamo  l’opposizione moderata impegnata è che, senza di loro, i siriani saranno costretti a scegliere tra Assad e gli estremisti“, ha dichiarato il ministro degli Esteri britannico William Hague, cui hanno fatto eco le parole del collega francese, Laurent Fabius. Peccato che l’opposizione laica e moderata sia già ampiamente minoritaria, e continui a non volersi sedere ai tavoli di Ginevra 2, dove il 23-24 novembre dovrebbe tenersi la conferenza di pace. Secondo molto ormai la chiave della soluzione della crisi siriana risiederebbe nel confronto tra Arabia Saudita e Qatar, al punto che in molti temono che la Siria non potrà rimanere territorialmente unita. Assad comunque ha ancora ampi consensi nel Paese e questo potrebbe permettergli di sedersi a Ginevra da una posizione di forza, mentre l’Occidente continua a propagandare un’idea completamente distorta di quello che sta succedendo in Siria, dove intanto le vittime della guerra sono oltre 110.000.

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