Siria. Aumenta l'isteria Usa nei confronti di MoscaTribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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Siria. Aumenta l’isteria Usa nei confronti di Mosca

Aumenta il nervosismo alla Casa Bianca a seguito dell’invio da parte della Russia di aiuti e armi a Damasco. Non a caso proprio ora si torna a parlare di un intervento contro l’Isis da parte di Francia e Gran Bretagna. Sembra quasi che l’Occidente abbia paura che la Siria con l’aiuto della Russia possa realmente sconfiggere lo Stato Islamico. E l’unica alternativa ad Assad in Siria continuano ad essere Isis e Al Qaeda. 

Per capire quello che sta succedendo in Siria in queste ore bisogna fare un passo indietro. Ricordate quando l’Occidente e la Nato erano pronte davvero a bombardare la Siria a seguito del controverso, e mai provato, attacco chimico di Ghouta? In quell’occasione si andò davvero a un passo dall’attacco militare ma fu la Russia a porre il veto. Da allora la situazione sul campo cambiò rapidamente e lo Stato Islamico acquistò terreno e credito in Iraq e in Siria. In quel periodo i media hanno diffuso lo spauracchio dello Stato Islamico in lungo e in largo ed è apparsa chiara la scelta di lasciare che l’Isis fiaccasse e indebolisse l’odiato Assad. Peccato che tale lotta al massacro sia stata effettuata sulla schiena del popolo siriano, e che lo scenario in Siria anche a causa delle scelte dell’Occidente sia diventato un tutti contro tutti che sta provocando decine di migliaia di morti ogni mese.

Ora gli Stati Uniti si innervosiscono perchè la Russia, alleata da sempre di Damasco, sta continuando ad aiutare Assad tenendo fede a tutta una serie di contratti militari risalenti a diversi anni prima. Non solo, nell’ottica della guerra al terrorismo il Cremlino ha deciso di aiutare Assad con l’invio di armi, e questo chiaramente fa impazzire di rabbia Kerry e soci in quanto potrebbe portare alla sconfitta dell’Isis troppo velocemente. Come mai infatti la tanto conclamata coalizione a guida americana contro lo Stato Islamico ha lanciato migliaia di bombe per proteggere la cittadina curda di Kobane mentre non ha effettuato un solo raid contro l’Isis che assediava Palmira? Una domanda che rischia di rimanere senza risposta.

Finora la Russia ha rifornito la Siria con armi leggere, logistica e aiuti economici ma adesso secondo molti analisti starebbe pensato a consegnare armi pesanti e magari a coordinare attacchi dell’aviazione contro le postazioni dei terroristi islamici. Evidentemente però gli Stati Uniti temono che gli aiuti russi possano essere troppo efficaci altrimenti non si spiegherebbe il senso dell’avvertimento lanciato dal Segretario di Stato John Kerry che avrebbe  telefonato al ministro degli esteri russo Sergei Lavrov, avvertendolo di non intensificare il sostegno militare al governo siriano. Kerry avrebbe persino minacciato Lavrov che le azioni russe potrebbero “portare alla perdita di altre vite innocenti, all’incremento dei flussi migratori e al rischio di uno scontro con la coalizione che lotta contro lo Stato islamico in Siria”.

Insomma siamo alle solite: gli Stati Uniti possono decidere quando e chi bombardare mentre la Russia non può nemmeno aiutare qualcuno che era già suo alleato da prima delle Primavere Arabe. E se gli Usa arrivano a minacciare apertamente il Cremlino questo vuol dire che pensano che il supporto russo ad Assad possa essere determinante per la vittoria finale di una guerra che perdura ormai da oltre quattro anni. Del resto gli Stati Uniti in modo cinico hanno bellamente lasciato fare le bande di tagliagole dello Stato Islamico ogni qual volta che si sono scagliate contro l’esercito siriano, con il risultato che migliaia di civili sono morti proprio a causa di questo approccio americano che considera i soldati di Assad come peggio dei tagliagole dell’Isis.

Se ci fate caso inoltre in questi giorni i giornalisti e gli analisti mainstream continuano a martellare con notizie che danno il governo di Assad come pronto alla capitolazione. Si tratta di un tempismo quantomeno sospetto soprattutto perchè anche due anni fa gli stessi parlavano di un imminente collasso del governo, un collasso che a oggi non si è ancora verificato. Inoltre nessuno riesce a rispondere al problema centrale: una volta rimosso Assad la Siria diventerebbe uno Stato confessionale islamico in balìa di Isis e Al Qaeda, tertium non datur. Di conseguenza sostenere di voler eliminare Assad a ogni costo significa accettare che la Siria diventi uno stato jihadista internazionale.

Dc

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