Siria. Bentornate Greta e Vanessa ma attenzione all'ipocrisia dei mediaTribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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Siria. Bentornate Greta e Vanessa ma attenzione all’ipocrisia dei media

Le due volontarie italiane rapite in Siria sono state liberate. Tutti felici anche se scoppiano le polemiche riguardo al riscatto che le autorità italiane avrebbero pagato agli estremisti islamici. Ma i media europei, nel mitizzare la rivolta anti-Assad, non hanno avuto una parte in tutto questo? 

Non è questo il tempo per speculare dal momento che Greta e Vanessa sono ritornate a casa e questa sicuramente è la cosa più importante. Si trattava di due ragazze volontarie che i media ci dicono essere andate in Siria in una missione umanitaria, per poi venire sequestrate ad Aleppo da un gruppo jihadista vicino ad Al-Nusra. Fortunatamente stanno bene anche se sono subito cominciate le polemiche circa un presunto riscatto da 12 milioni di euro che sarebbe stato pagato per la loro liberazione. Noi non siamo come Salvini l’Italia ha sicuramente fatto bene a tutelare due suoi cittadini ma crediamo che qualcuno debba farsi un esame di coscienza, sicuramente i nostri media dal momento che sin dal 2011 hanno raccontato i fatti in Siria in modo assolutamente parziale. I media hanno infatti raccontato la guerra civile siriana come una lotta del bene contro il male dove il “bene” veniva incarnato dai ribelli e il “male” dall’esercito e dai sostenitori del governo di Assad. Peccato che il fronte dei cosiddetti ribelli sia finito in mano ben presto a jihadisti estremisti ben lontani da quei ragazzi assetati di democrazia e libertà che ci raccontavano i quotidiani, ma i nostri media non hanno cambiato il loro approccio, continuando con la visione manichea del conflitto. Questo modo di fare informazione ha per forza di cose veicolato un’idea di quello che accadeva in Siria non propriamente aderente a quello che accadeva sul campo. Non abbiamo sicuramente elementi per parlare di Greta e Vanessa, e non lo faremo, forse sarebbero andate ugualmente in Siria anche se i nostri media fossero stati oggettivi, questo non possiamo saperlo, però quello che possiamo fare è suonare un campanello d’allarme, è ricordare che i media hanno una grande responsabilità e dovrebbero raccontare i fatti piuttosto che interpretarli al posto del pubblico. Il rischio è quello di determinare confusione, di non permettere una corretta comprensione di quanto succede, ponendo le premesse per disastri veri e propri. Bentornate dunque, Greta e Vanessa, ma che la loro liberazione serva a chi per troppo tempo non ha voluto raccontare verità scomode, a farsi un esame di coscienza. Per quanto riguarda invece la polemica del costo del riscatto la lasciamo volentieri a personaggi come Salvini. La vita umana vale più di qualsiasi cosa e quindi non ci sembra il caso di criticare le autorità per questo, semmai la speranza è che in futuro vengano dati ai cittadini gli strumenti adatti a comprendere effettivamente quello che succede nel mondo, almeno in quel caso avranno preso scelte consapevoli.

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