Siria. Bombe dei ribelli "moderati" su ospedale ad AleppoTribuno del Popolo
lunedì , 22 maggio 2017
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Siria. Bombe dei ribelli “moderati” su ospedale ad Aleppo

Secondo quanto riferito da tutti i principali media internazionali i ribelli avrebbero colpito con dei razzi un ospedale ad Aleppo nella zona controllata dal governo. Il bilancio provvisorio è di almeno 14 morti e decine di feriti, ma ad Aleppo e in altre zone della Siria si tratta di una situazione che va avanti da almeno cinque anni. 

Ogni volta che si parla di Siria i media internazionali hanno dimostrato di prendere parte attiva nella vicenda, infatti fin dalle prime fasi della guerra civile hanno preso le parti dei rivoltosi contro il governo sull’onda di quelle Primavere Arabe che tanto sono piaciute agli intellettuali e agli opinionisti occidentali e che sono invece costate molto care in termini di vite umane al Medio Oriente. Nelle scorse ore i razzi di quelli che vengono chiamati “ribelli moderati” da una certa stampa ad Aleppo hanno colpito l’ospedale Al-Dabbeet nel quartiere di Muhafaza uccidendo almeno 14 persone e ferendone diverse decine. Un atto gravissimo che avviene solo pochi giorni dopo l’attacco subito il 28 aprile da un altro ospedale ad Aleppo che i media occidentali hanno subito attribuito ai bombardamenti di Assad. I cosiddetti  ribelli però  bersagliano i quartieri controllati dal governo da anni e hanno ucciso centinaia e centinaia dei civili senza che nessuno si occupasse del problema sui media occidentali. Secondo le prime ricostruzioni i terroristi avrebbero fatto esplodere un’autobomba nel quartiere di Al-Zahra. Insomma basta fare ormai una breve ricerca su internet per rendersi conto di come il mainstream abbia raccontato tutta una serie di bugie sulla Siria che oggi vengono facilmente rivelate semplicemente osservando la situazione sul campo. E il bello è che i ribelli di Aleppo che si sono resi responsabili di questo bombardamento vengono apertamente appoggiati dalla Turchia, che per inciso noi europei paghiamo per deportare i profughi creati dalla guerra una volta che arrivano in Europa.

Tribuno del Popolo

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