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mercoledì , 18 gennaio 2017
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Siria. Cade l’ultima roccaforte ribelle ad Aleppo

Nelle ultime ore l’esercito siriano è penetrato nella roccaforte ribelle ad Aleppo del quartiere di Sayf ad Dawla. Si tratterebbe di uno degli ultimi quartieri controllato dai ribelli anti-Assad. E intanto l’Iran intensifica l’appoggio militare a Damasco come rappresaglia per le ingerenze dell’Occidente in Siria.

 

Foto Reuters

Aleppo brucia anche se nelle ultime ore le forze dell’esercito regolare hanno riportato significative vittorie nella battaglia casa per casa che si è scatenata ormai da quasi due settimane nella seconda città della Siria. Secondo informazioni confermate dall’ANSA, nelle ultime ore le forze governative siriane sono penetrate nelle ultime ore nel quartiere di Sayf ad Dawla nella parte occidentale di Aleppo, espugnando un’altra roccaforte dei ribelli anti-Assad. Sayf ad Dawla rappresentava una vera e propria roccaforte per i ribelli, e ora che l’esercito ha preso possesso delle loro postazioni la resistenza ad Aleppo della rivolta contro Assad è stata minata dalle fondamenta. Intanto l’esercito continua anche a martellare il quartiere Salah ad Din, già parzialmente liberato dalla presenza ribelle, e anche qui i rivoltosi sembrano essere sulla difensiva. Inoltre diverse unità di elite dell’esercito siriano avrebbero completato l’accerchiamento dei quartieri sotto controllo ribelle, in modo da tagliare loro ogni possibilità di ritirata.

Dal momento che le ingerenze dell’Occidente e degli alleati del Golfo negli affari interni della Siria sono state abbondantemente provate, ora anche l’Iran ha deciso di accrescere l’aiuto militare alla Siria. Secondo fonti americane Teheran avrebbe addestrato una milizia composta da sciiti e, in misura minore, da alawiti, pronta a collaborare con Damasco nella repressione della rivolta. Come segnalato da Guido Olimpio sul Corriere della Sera, il modello perseguito da Teheran sarebbe quello dell’Esercito del Mahdi, il braccio armato di Moqtada Al Sadr, esponente radicale sciita iracheno.  La Repubblica Islamica inoltre avrebbe predisposto anche finti pellegrinaggi in Siria per inviare rinforzi alle forze di Assad. Secondo fonti di opposizione iraniane, e quindi non del tutto attendibili, i pasdaran avrebbero organizzato movimenti aerei verso la Siria con a bordo personale militare e volontari vicini ai guardiani della rivoluzione. Dulcis in fundo, l’Iran è accusato di utilizzare le milizie libanesi per appoggiare Damasco. Ieri una ventina tra libanesi, turchi, sauditi sono stati rapiti dal clan Al Mikdad in Libano come ritorsione per il sequestro di un loro uomo in Siria da parte dei ribelli. Il timore dell’Occidente è che l’Iran e Hezbollah possano lanciare operazioni tese ad alleggerire la pressione sulla Siria. La crisi siriana quindi non solo è ben lontana da una soluzione, ma rischia di coinvolgere anche i paesi vicini in un conflitto su larga scala potenzialmente devastante.

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