Siria. Caschi blu verso Damasco assieme a 5000 militanti di Al Qaeda | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Siria. Caschi blu verso Damasco assieme a 5000 militanti di Al Qaeda

L’Ue ha recentemente approvato il nuovo progetto di Lakhdar Brahimi, inviato speciale dell’ONU, di inviare 3000 Caschi Blu in Siria. In realtà sembra l’ennesimo tentativo dell’Occidente di ingerire negli affari interni del paese arabo. Intanto giungono voci di un patto Usa-Al Qaeda per far fuori Assad.

L’Unione Europea ha approvato recentemente il progetto dell’inviato speciale dell’ONU, Lakhdar Brahimi, di inviare 3000 Caschi Blu in Siria. A comunicarlo la  responsabile della politica estera dell’Unione Europea, Catherine Ashton. Il piano è stato studiato e introdotto da Lakhdar Brahimi, il nuovo ‘inviato di pace’ di Nazioni Unite e Lega Araba in Siria. Quasi sicuramente i soldati inviati in Siria non saranno americani e britannici dal momento degli impegni già in atto in Afghanistan, come peraltro sottolineato anche dal Daily Telegraph. La Ashton ha anche detto che si aspetterebbe la partecipazione russa a qualsiasi piano di pace con possibilità di successo, notizia qusta ripresa anche dall’agenzia russa Ria Novosti. Brahimi in precedenza aveva sottolineato che la chiave per risolvere il conflitto in Siria è il dialogo, piuttosto che l’uso della forza militare. Egli ha anche però cercato di minimizzare le aspettative, dicendo che può essere “quasi impossibile” per lui avere successo. Il piano è stato rivelato sabato, quando Lakhdar Brahmi stava visitando Istanbul, nel tentativo di calmare le tensioni crescenti tra la Siria e la Turchia e prima del suo viaggio a Damasco per mediare un cessate il fuoco. Da domenica scorsa, in risposta alla crisi relativa al volo civile siriano dirottato dagli F-16 turchi,  la Siria ha chiuso il suo spazio aereo ai voli turchi, e Ankara ha risposto chiudendo il suo spazio aereo ai voli siriani.

Patto di ferro Casa Bianca-Al Qaeda- Che in Siria fossero presenti diversi estremisti islamici era il cosiddetto segreto di pulcinella, ora però le conferme arrivano da più parti.Innanzitutto andrebbe quindi chiarito che gli Stati Uniti vorrebbero cacciare Assad non certo per motivi umanitari o per amore dei diritti civili dal momento che pur di riuscirci sono disposti a venire a patti proprio con Al Qaeda. L’informazione comunque è stata rivelata da diversi mezzi di comunicazione in Medio Oriente, tra i quali l’agenzia di stampa iraniana Alalam e la rivista digitale yemenita AdenAlghad.net. Secondo le informazioni divulgare Tariq al-Fadhli, un militante jihadista amico di Bin Laden, avrebbe concordato con funzionari di Stati Uniti e Arabia Saudita l’invio di ben 5000 militanti di Al Qaeda in Siria dallo Yemen del Nord, questo per destituire Assad e porre fine al suo governo. Questi 5000 militanti, che parlano di loro come di “difensori della Sharia”, dovrebbero unirsi con altri combattenti di Al Qaeda nel frattempo infiltratisi in territorio siriano da Libia, Turchia e Iraq, con l’aiuto interessato della Nato. Lo Yemen, nel frattempo, ha denunciato Al-Fadhli come “uno dei terroristi più pericolosi del paese“, secondo il quotidiano americano New York Times. Al Qaeda sembra quindi essere tornata un vecchio amico di Washington, una sorta di internazionale del terrore capace di mobilitare migliaia di combattenti per effettuare il “lavoro sporco” che la Casa Bianca avrebbe qualche problema a sobbarcarsi.Anche il quotidiano britannico The Guardian ha rivelato che i combattenti di Al Qaeda sono al comando dei “ribelli” siriani a cui insegnano come costruire bombe.
In tutto questo i media occidentali continuano a parlare di Assad come di un tiranno e dei ribelli come di uomini affamati di democrazia…

 
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