Siria. Che prospettive nell'immediato futuro?Tribuno del Popolo
martedì , 17 gennaio 2017
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Siria. Che prospettive nell’immediato futuro?

Da quando la Russia ha cominciato le sue operazioni in Siria l’esercito di Damasco, Hezbollah e le forze iraniane hanno cominciato a riconquistare terreno contro i ribelli e lo Stato Islamico. Il 2016 sarà l’anno della pacificazione o piuttosto di una nuova escalation, ancora una volta voluta dall’esterno? 

Dopo cinque anni di guerra e decine di migliaia di morti è inutile cercare di convincere chi ha scelto da che parte stare di cambiare la sua scelta. Quello che si può fare è analizzare la realtà cercando di capire quello che potrebbe accadere nei prossimi mesi. Da quando i russi hanno cominciato la loro azione militare in Siria sul finire del 2015, l’esercito siriano ha cominciato a riconquistare posizioni al punto che se le cose non dovessero cambiare nel giro di pochi mesi Damasco potrebbe conseguire un grosso vantaggio sul campo nella prosecuzione della guerra. Al posto che lavorare a una pacificazione però, sembra che le potenze che hanno finanziato la cacciata di Assad vogliano rilanciare, aumentando così l’escalation in Medio Oriente. Evidentemente a Mosca non si aspettavano che la Turchia si sarebbe spinta a rischiare un conflitto militare pur di non allentare la propria ingerenza nella regione, nè si aspettavano che i sauditi e gli altri paesi del Golfo avrebbero deciso di continuare ad appoggiare gruppi di ribelli ad ogni costo. Anzi sembra che Riad abbia deciso di andare alla guerra totale con il Re Salman bin Abdulaziz Al Saud che non ha alcuna intenzione di calmare le acque, almeno nell’immediato. Le cose potrebbero però cambiare in modo netto qualora le forze “democratiche” siriane riusciranno a riconquistare Raqqa, la capitale dello Stato Islamico in Siria, fatto questo che porterebbe alla chiusura del confine con la Turchia da cui arrivano continuamente aiuti ai miliziani islamici. Non solo, la guerra in Siria potrebbe velocemente infiammare anche il Kurdistan, con risultati potenzialmente esplosivi per la regione. Riassumendo con le forze siriane che stanno per riprendere Aleppo, le forze curde e dei ribelli “laici” che si avvicinano a Raqqa e l’esercito iracheno che sta preparando l’offensiva su Mosul e ha liberato Ramadi lo Stato Islamico potrebbe venire sconfitto nel giro di pochi mesi. Potrebbe perchè fin tanto che dall’esterno continueranno a finanziarlo in tutti i modi, ecco che si assisterà a continue nuove escalation piuttosto che alla pacificazione.

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