Siria chiede alle Nazioni Unite verifiche su tre attacchi chimici dei ribelliTribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
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Siria chiede alle Nazioni Unite verifiche su tre attacchi chimici dei ribelli

Il governo siriano ha chiesto alle Nazioni Unite di investigare immediatamente tre attacchi chimici  che sarebbero stati realizzati dai ribelli la scorsa settimana.

Senza che sia ancora stata esibita qualsiasi prova gli Stati Uniti si apprestano a bombardare la Siria con i loro alleati Gran Bretagna e Francia. Anche Damasco però ha le sue accuse da fare e l’ambasciatore siriano Bashar Jaafari ha detto di aver chiesto al segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, che la squadra di esperti che sta attualmente investigando a Damasco l’uso di armi chimiche investigasse anche altri siti di presunti attacchi chimici indicati dal governo. Gli attacchi avrebbero avuto luogo il 22, il 24 e il 25 agosto a Jobar, Sahnaya e al-Bahariya; secondo Jaafari i militanti ribelli avrebbero utilizzato gas chimici contro l’esercito siriano.

Noi stiamo chiedendo alle Nazioni Unite a incorporare altri tre luoghi dove i soldati siriani hanno utilizzato il gas nervino nei sobborghi di Damasco. Così lo spettro di investigazione sta crescendo rispetto alla prima fase iniziale“, ha detto Jaafari parlando dopo un meeting del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dove i cinque membri permanenti hanno discusso la risoluzione proposta dalla Gran Bretagna. Il testo inglese ovviamente accusava il governo di Assad di aver realizzato un attacco chimico il 21 agosto, e domanda una riposta internazionale. “Non c’è consenso nel Consiglio riguardo alla risoluzione perchè i membri del Consiglio non credono all’autenticità delle accuse“. Jaafari ha anche accusato Usa, Francia e Gran Bretagna di essere parte del problema piuttosto che “una soluzione alla crisi”. La Siria ha accusato questi tre paesi Occidentali di aver armato gruppi terroristici in Siria con armi di ogni tipo e supporti logistici. Jaafari ha anche ricordato come nessuno parli dell’attacco con armi chimiche subito dal governo il 19 marzo a Khan al-Assal vicino ad Aleppo, nel quale morirono oltre trenta persone. Jaafari aveva chiesto alle Nazioni Unite di investigare sull’attacco per capire chi ci fosse dietro, ma i paesi Occidentali hanno dimostrato totale indifferenza. “Non hanno alzato un dito di fronte ai media per dire che quanto successo a Khan al-Assal fosse sbagliato“, ha detto Jaafari. Dopo l’incidente di Aleppo lòe Nazioni Unite aveva messo su una missione di investigazione. Tuttavia l’indagine si è fermata non appena un gruppo di paesi Occidentali hanno insistito in una inchiesta più pesante che avrebbe dovuto anche controllare l’uso di armi chimiche a Homs nel dicembre 2012. I ribelli siriani continuano a sostenere che ci fossero le forze di Assad dietro l’attacco e gli investigatori hanno chiesto accesso alle installazioni militari siriane. Non solo, sempre le Nazioni Unite hanno inspiegabilmente allontanato gli esperti russi e cinesi dalla squadra di investigazioni, e Damasco ha inutilmente protestato.

Attualmente la squadra delle Nazioni Unite sta lavorando nel sito dell’attacco chimico del 21 agosto. Secondo Ban Ki-moon contavano di finire la loro investigazione in quattro giorni, poi i risultati saranno inviati al Consiglio di Sicurezza. Gli esperti hanno collezionato prove e hanno intervistato vittime, ma ci vorrà tempo per capire cosa è effettivamente successo. Nonostante questo Usa, Gran Bretagna e Francia continuano a spingere per un attacco contro Damasco.

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