Siria. Clinton avverte Assad: "La clessidra sta finendo,rischia attacco catastrofico" | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
mercoledì , 24 maggio 2017
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Siria. Clinton avverte Assad: “La clessidra sta finendo,rischia attacco catastrofico”

Hillary Clinton, segretario di Stato americano, ha voluto mettere altra pressione ad Assad, che non molla: “La sabbia nella clessidra si sta esaurendo”. L’ipotesi di un intervento attivo dell’Occidente in Sira si fa quindi sempre più concreta, e se Mosca e Pechino non toglieranno il loro appoggio a Damasco, il rischio di una possibile escalation militare è alla finestra.

Laddove, almeno per il momento, non ha funzionato  la pressione militare esercitata su Damasco dai ribelli, ci pensa la diplomazia internazionale a ricordare a Bashar al-Assad il suo isolamento, e soprattutto le fosche prospettive per Damasco qualora dovesse decidere di continuare attivamente a difendersi dagli attacchi degli oppositori. “L’opposizione siriana si rafforza e diventa più efficace: prima finiscono le violenze e più alte sono le possibilità di risparmiare al governo siriano un attacco catastrofico”: parola del segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, che ha voluto commentare il fallimento del piano di sei punti ammesso dall’inviato speciale Onu, Kofi Annan. “La chiamata di Annan è un monito per tutti. Quanto prima si pone fine alle violenze, quanto prima può esserci l’inizio di un processo di transizione politica”, ha aggiunto, “questo non solo farà risparmiare il sacrificio di vite umane, ma darà la possibilità di salvare lo stato siriano da un attacco catastrofico, molto pericoloso non solo per la Siria, ma per l’intera regione”, ha poi aggiunto a margine della conferenza stampa tenuta nell’ambito della conferenza di Tokyo sull’Afghanistan. La Clinton quindi si è detta assolutamente convinta che i ribelli abbiano raggiunto livelli di efficacia sempre maggiori nell’opporsi militarmente alle truppe di Damasco, di conseguenza a suo dire il futuro di Assad sarebbe ormai segnato: “La sabbia nella clessidra si sta esaurendo”. “Il popolo siriano e l’intera regione non possono permettersi più atrocità, sofferenza e caos: il presidente Assad deve capire che le cose non possono continuare così e che un cambiamento fondamentale si rende necessario”, gli ha fatto eco il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon. “La situazione in Siria”, ha aggiunto, “si è deteriorata in modo significativo. Terrificanti violazioni dei diritti umani continuano a verificarsi con uccisioni e violenze che sembrano aver assunto un carattere molto preoccupante”, mentre “almeno 1,5 milioni di persone sono ora in urgente bisogno di aiuti umanitari”.  E’ chiaro che se invece le violenze dovessero continuare, il che tradotto vuol dire che se Assad non si arrenderà e continuerà a opporsi militarmente ai ribelli, ecco che il Consiglio di Sicurezza secondo Ban Ki-moon potrebbe adottare le “misure necessarie”, ovvero autorizzare un intervento militare internazionale contro Damasco. E’ chiaro che un intervento militare contro Damasco manderebbe, letteralmente, su tutte le furie Mosca, che ha proprio in Assad l’ultimo e unico alleato nella regione. A premere per una missione militare sulla falsariga di quella libica che pose fine al governo di Muammar Gheddafi, sono soprattutto i paesi del Golfo come il Qatar e Israele che, per motivi diversi, vorrebbero un governo più compiacente a Damasco che permetterebbe, tra le altre cose, anche di completare l’accerchiamento sull’Iran. Con Turchia e Libano sul piede di guerra al confine, e con i ribelli che continuano a colpire in Siria e a ripiegare nei campi profughi nel sud della Turchia, la situazione sembra essere esplosiva e potrebbe degenerare da un momento all’altro. D’altro canto l’esercito di Assad, a differenza di quanto successo con il Colonnello il Libia, continua a rimanere fondamentalmente fedele al governo di Damasco e mantiene una capacità di forza e di intervento notevole che si traduce in un importante vantaggio militare solo in parte colmato dalle attrezzature militari inviate dai paesi amici ai ribelli.

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  1. “…completare l’accerchiamento sull’Iran…”. Questa è la battuta migliore.
    Quando l’impero si sarà dissolto guarderemo con molta ironia alle sparate della propaganda. Nel mentre mi domando se ai ribelli siriani convenga davvero farsi macellare per fare gli interessi dei monarchi sauditi. Mi resta qualche dubbio al riguardo.

    • In realtà mi trovi d’accordo su questo. Il timore di molti analisti è però che si possano fare pressioni dall’esterno per creare uno scenario per certi versi simile a quanto successo in libia e siria in modo da destabilizzare il Paese. Il governo che ne seguirebbe, proprio come in Libia, esporterebbe a quel punto il petrolio a un prezzo molto più vantaggioso per gli interessi dell’Occidente, questo almeno secondo me

  2. Cosa intendi per battuta? la Siria è un paese alleato di Teheran e di Mosca, quindi nell’ottica di un isolamento strategico e diplomatico dell’Iran al fine di interrompere il suo programma nucleare, la caduta del governo di Assad è una precondizione fondamentale.

  3. Intendo dire che non puoi proprio sparare a chi ti da da mangiare. Ci pensavo oggi mentre guardavo passare un mietitrebbia John Deere nuova di pacca, al lavoro vicino a casa mia. Se gli iraniani verranno messi in condizione di non poter più esportare, perderemo un bel 5% delle produzioni disponibili. A qualcuno bisognerà dire che deve andare a piedi, e a qualcun altro che deve fare la dieta. Ci avranno pensato a Dallas?

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