Siria. Continua l'esodo di jihadisti stranieriTribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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Siria. Continua l’esodo di jihadisti stranieri

Siria. Continua l’esodo di jihadisti stranieri

Sono migliaia gli estremisti islamici che stanno arrivando in massa in Siria. Si parla di oltre 600 europei che avrebbero raggiunto il Paese negli ultimi mesi. Cosa succederà una volta che ritorneranno in Europa? 

Migliaia di estremisti islamici provenienti da tutto il mondo musulmano si sono riversati in Libia prima, e in Siria poi. Un vero e proprio esodo di jihadisti internazionali, con i governi che li ospitano che spesso e volentieri sono quasi contenti di vederli andare a portare la Jihad in Siria dove molti di loro trovano il martirio negli scontri con l’esercito di Damasco. L’afflusso comunque continua senza sosta, al punto che secondo recenti stime confermate anche da Euronews più di 600 jihadisti europei avrebbero raggiunto la Siria negli ultimi mesi. Molti di quest estremisti islamici provengono da paesi “insospettabili” come Australia, Belgio, Paesi Bassi, ma anche da Italia, Francia e Gran Bretagna oltre che da Arabia Saudita, Qatar, Tunisia, Libia e persino Cecenia. Recentemente ha fatto luce sulla vicenda anche Russia Today che è andata a intervistare alcuni ribelli rinchiusi nelle carceri di Damasco per capire cosa li ha spinti a combattere in Siria per Al Qaeda.

Un gruppo chiamato Murad mi ha contattato un anno fa convincendomi che i musulmani in Siria venivano oppressi e uccisi, e che io avrei dovuto recarmi là e prendere le armi contro Assad per cominciare una Jihad mondiale“, ha detto un ribelle chiamato Raouchan ai microfoni dell’emittente russa. Il ribelle ha anche aggiunto di essere arrivato in Siria passando attraverso la Turchia dove, a Istanbul, due uomini di Al Qaeda lo avrebbero raggiunto per accompagnarlo in Siria. Qui si sarebbe unito a un gruppo terroristico guidato da un jihadista di origini egiziane e avrebbe ricevuto lezioni sul come costruire autobombe. Il ribelle ha anche spiegato di essere stato inquadrato in una brigata piena di jihadisti provenienti da diverse nazioni, con addestratori che mostravano loro come costruire bombe in modo accurato.

Nonostante questo l’Occidente continua a fare orecchie da mercante e a non affrontare realmente il problema dei jihadisti provenienti dall’estero. Intanto le voci di campagne di reclutamento internazionali per trovare nuovi militanti da schierare contro Assad diventano sempre più insistenti, ad esempio a gennaio sono stati resi pubblici alcuni messaggi privati di ufficiali sauditi che avrebbero commutato le sentenze di condanna a morte per 1200 detenuti nella possibilità di arruolarsi nei ribelli siriani per combattere contro Damasco in Siria, come riportato dalla Assyrian International News Agency. Insomma, svuotare le carceri per portare pericolosi estremisti in Siria sembra essere un espediente comodo per molti paesi occidentali, che prendono così, letteralmente, due piccioni con una fava. Secondo alcune stime approssimative sarebbero oltre 10.000 i combattenti stranieri in Siria, ma l’afflusso lungo il confine con l’Iraq e Israele sarebbe pressochè continuo. Televisioni come Al Jazeera poi servono a bombardare il mondo musulmano di notizie a senso unico tese a creare un contesto ideale al reclutamento internazionale di guerriglieri. Obama finora non ha detto nè fatto alcunchè per risolvere il problema, concentrandosi invece unicamente nell’addossare ogni colpa al governo di Bashar al-Assad. 

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