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venerdì , 20 ottobre 2017
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Siria. Continua senza quartiere la battaglia di Aleppo

L’Esercito Libero Siriano continua a resistere asserragliato nei quartieri di Aleppo agli attacchi dell’esercito siriano. Intanto mentre i civili fuggono dalla città Damasco accusa ancora una volta Qatar, Arabia Saudita e Turchia di armare estremisti islamici senza scrupoli. 

Continua senza esclusione di colpi la battaglia di Aleppo. Solo ieri ci sarebbero stati ben 70 morti in tutto il paese, di cui almeno la metà poliziotti fedeli ad Assad. Questa mattina il governo siriano ha anche scritto al Consiglio di Sicurezza Onu e al segretario Ban Ki-moon: “L’unica soluzione per la crisi è il dialogo tra rappresentanti del popolo“.  Ad Aleppo però si continua a combattere senza sosta e ieri i ribelli dell’Els hanno respinto un nuovo attacco delle forze governative siriane e continuano a controllare circa metà della città del Nord della Siria. Damasco invece, tramite la tv di Stato, rivendicava invece il controllo dell’80% di Aleppo. Gli attivisti di Aleppo hanno anche denunciato nuovi bombardamenti sui quartieri controllati dai ribelli nella città, oltre al peggioramento della situazione umanitaria, con le panetterie potrebbero ben presto non essere più in grado di soddisfare la domanda. La sensazione però è che senza un intervento diretto delle forze occidentali o del Golfo, Assad sia destinato prima o dopo a prevalere dal momento che conta ancora sulla fedeltà di oltre 300.000 soldati e su un’aviazione pressochè intatta. Mentre a Damasco la vita torna lentamente alla normalità, con molti negozianti imbufaliti per aver trovato la propria attività commerciale devastata dopo i combattimenti, il governo di Assad ha accusato ancora una volta apertamente Raid, Doha e Ankara di supportare “gruppi terroristici armati” in Siria.”Arabia Saudita, Qatar e Turchia stanno sostenendo con armi e denaro i gruppi terroristici armati che commettono crimini contro civili innocenti ad Aleppo e Damasco“,  si legge in una lettera inviata dal ministero degli Esteri siriano al Consiglio di Sicurezza Onu e al segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon,  ”L‘unica soluzione per la crisi siriana è il dialogo nazionale tra rappresentanti del popolo siriano”. Damasco ha accusato quindi i ”gruppi terroristici armati” di aver commesso ”crimini orribili” contro civili ”innocenti” ad Aleppo, dove da giorni si registrano combattimenti tra ribelli e forze governative, e nella capitale. Inutile dire che la Casa Bianca continua a tenere un silenzio vergognoso sulle atrocità commesse dai ribelli e continua a far finta di non vedere che dietro i ribelli ci sono anche elementi jihadisti, gli stessi cui Washington ha dichiarato guerra nemmeno dieci anni fa.”Un gran numero di mercenari che appartengono a questi gruppi terroristici” si legge  ancora nella lettera, “usano civili come scudi umani, uccidono chi non è d’accordo con la loro strategia criminale e costringono altri a lasciare le proprie case”. Per questo motivo le autorità siriane hanno chiesto a tutti i  membri del Consiglio di Sicurezza a chiedere a questi gruppi terroristici armati di ritirarsi dalle città siriane attaccate, di bloccare gli atti di terrorismo e sostenere il piano in sei punti di Kofi Annan per una soluzione politica della crisi. La sensazione è che nessuno ascolterà l’appello di Damasco e che quindi la guerra civile siriana sia ancora lontana, troppo lontana, da un felice epilogo.

 

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