Siria, curdi e il "tradimento" di WashingtonTribuno del Popolo
sabato , 21 ottobre 2017
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Siria, curdi e il “tradimento” di Washington

Gli Stati Uniti si sono mostrati in Siria ai curdi come alleati fidati nella loro lotta per l’indipendenza ma da quando i turchi sono entrati in Siria, ufficialmente per combattere l’Isis, Washington ha fatto la sua scelta e sembra aver abbandonato i suoi precedenti alleati. 

Probabile che nessun curdo si fosse realmente fidato al cento per cento degli Stati Uniti nella loro lotta per ottenere l’indipendenza, tuttavia quando i carri armati di Ankara hanno passato il confine a Jarablus, in teoria per combattere l’Isis e in pratica per combattere i curdi, gli americani hanno deciso di schierarsi con la Turchia, abbandonando i loro precedenti alleati al loro destino. Secondo molti analisti Washington è stata chiamata a scegliere tra curdi e Ankara e avrebbe scelto la seconda anche sulla base del fatto che entro due mesi l’attuale staff decisionale della Casa Bianca verrà completamente rinnovato, presidente compreso, a causa delle elezioni. Evidentemente gli Usa hanno deciso di non aprire nuovi conflitti a ridosso delle elezioni chiave e probabilmente ha dato ad Ankara il via libera dal momento che una crescita delle istanze di indipendenza dei curdi indebolirebbe la Turchia e quindi metterebbe anche in discussione l’influenza geopolitica americana in tutta l’area.

Non solo, l’instabilità in Turchia potrebbe portare ancora a maggiori problemi e gettere benzina sul fuoco sulla crisi dei rifugiati in Europa. Insomma i curdi sarebbero stati utilizzati quando serviva dagli americani per dichiarare ai media che combattevano l’Isis quando in realtà consentivano ai terroristi di utilizzare il confine turco a piacimento. Per non parlare dell’Iraq dove l’Isis è riuscito in pochi mesi a conquistare una regione grande come il Nord Italia senza trovare alcun tipo di opposizione da parte dell’esercito di Baghdad.

Nei primi mesi della guerra siriana i curdi avevano preso le armi contro l’Isis e contro altri gruppi di ribelli armati, infatti l’YPG aveva cooperato con Damasco contro il comune nemico. Gli Usa col tempo hanno cominciato  a rafforzare le istanze dei curdi promettendo il miraggio dell’indipendenza e incanalandoli anche contro l’esercito di Assad, il vero obiettivo di Washington. In ogni caso quando i turchi hanno invaso la Siria gli americani hanno abbandonato i loro vecchi alleati, sapendo perfettamente che l’obiettivo di Ankara era impedire la formazione di uno Stato curdo a Ovest dell’Eufrate e non certo attaccare l’Isis. A surrogare l’ipotesi del tradimento il fatto che pochi giorni fa il Segretario di Stato americano John Kerry ha detto apertamente che Washington desidera una Siria unita, chiudendo quindi direttamente la porta a ipotesi di indipendenze.

Tribuno del Popolo

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