Siria. Curdi fermano avanzata dell'Isis a KobaneTribuno del Popolo
mercoledì , 18 ottobre 2017
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Siria. Curdi fermano avanzata dell’Isis a Kobane

Mentre continuano i bombardamenti aerei di Stati Uniti e coalizione contro l’Isis, sul terreno le milizie curde hanno fermato l’avanzata dello Stato Islamico nei pressi di Kobane. Intanto secondo la rivista “Sponda Sud” sarebbero almeno 80 i jihadisti dell’Is provenienti dall’Italia che si trovano attualmente nelle carceri di Damasco. 

Si combatte aspramente in Siria e in Iraq contro i miliziani dello Stato Islamico mentre continuano i bombardamenti da parte di Stati Uniti e della coalizione sulle postazioni dei jihadisti. Appare però chiaro come senza forze operative sul terreno i bombardamenti da soli siano largamente insufficienti a disarticolare la forza operativa dello Stato Islamico, ancor più che Usa e alleati si ostinano a non coordinarsi direttamente con le forze armate di Damasco, le uniche che combattono da oltre tre anni contro i jihadisti e che potrebbero lanciare attacchi di un certo tipo contro le postazioni jihadiste. Sul campo però stanno combattendo anche i curdi, con i combattenti peshmerga che hanno respinto l’avanzata dei miliziani dell’Isis presso la città curda di Kobane nel nord della Siria. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, sono morti 10 jihadisti e 8 curdi. I miliziani dell’Is sono stati costretti ad arretrare di 3 chilometri e si trovano ora a una decina di chilometri dalla città. I jihadisti dell’Isis avevano lanciato la campagna per il controllo di Kobane almeno una settimana fa costringendo almeno 100.000 persone a lasciare le proprie case per cercare la salvezza altrove per paura che i miliziani rompessero le linee difesa peshmerga. Intanto nel resto della Siria anche le forze armate di Assad hanno conseguito importanti avanzamenti riconquistando diverse città strategiche nei dintorni di Damasco tra cui Adra al-Omalia che era nelle mani degli insorti da mesi. La rivista “Sponda Sud” ha inoltre diffuso la notizia che ci sarebbero almeno 80 combattenti jihadisti in Siria arrivati dall’Italia che ora sarebbero reclusi dalle autorità di Damasco nelle carceri siriane. Ad affermarlo il giornalista libanese Talal Khrais, orrispondente del quotidiano Al Safir e responsabile delle relazioni internazionali del Centro Italo Arabo Assadadak, nel corso di un’intervista a Radio 24. Secondo il giornalista libanese ci sarebbero sia italiani che maghrebini residenti in Italia da molti anni, ma il governo siriano non lo ammetterà fin quando non verranno ripristinati i canali diplomatici interrotti dopo la strage di Hula del 2012, dove morirono centinaia di civili e che venne senza prove addossata alle forze armate di Assad. 

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