Siria. Curdi sul piede di guerra contro i ribelliTribuno del Popolo
giovedì , 21 settembre 2017
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Siria. Curdi sul piede di guerra contro i ribelli

Il presidente del Kurdistan iracheno, Masoud Barzani, ha dichiarato che i curdi utilizzeranno tutti i mezzi a disposizione per difendere i civili curdi che sono sotto le minacce dei combattenti islamici legati ad Al Qaeda in Siria.

Recentemente i ribelli siriani hanno perpetrato veri e propri massacri ai danni della popolazione civile curda nel nord della Siria. Tutto questo perchè i curdi hanno deciso di schierarsi assieme al governo di Damasco contro le bande islamiche che hanno preso ormai il predominio dell’opposizione siriana. Per rispondere a queste crescenti minacce Masoud Barzani, il presidente del Kurdistan iracheno, ha dichiarato che verranno utilizzati tutti i mezzi a disposizione per difendere la popolazione civile curda in Siria minacciata dai terroristi. Barzani ha detto di desiderare la formazione di un comitato che raccolga informazioni sulle violenze, e soprattutto ha promesso che le brigate armate curde interverranno militarmente per difendere i curdi siriani. In una lettera messa online sabato sul sito del Kurdistan Regional Government (KRG), ha dichiarato che diversi esponenti della comunità curda sarebbero stati inviati in Siria per raccogliere le prove dei massacri perpetrati dai terroristi ai danni della popolazione civile. I curdi dell’iraq hanno già inviato in Siria cibo, medicinali, benzina e altri beni di consumo, ma è la prima volta che si valuta l’ipotesi di un intervento militare. Secondo la tv iraniana Al-Alam, militanti di Al-Nusra nei giorni scorsi avrebbero attaccato la cittadina di Tal Abyad, non lontano dal confine turco, uccidendo 120 bambini e 330 donne. I militanti islamici si sono voluti vendicare della cattura da parte curda del leader ribelle Abu Musab prendendo in ostaggio centinaia di civili. I curdi rappresentano il principale ostacolo per gli islamisti nel dichiarare uno Stato islamico indipendente nel nord-est della Siria, una zona dove Damasco ha poco controllo del territorio.

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