Siria. Damasco consegna a Mosca prove che inchioderebbero i ribelli per l'attacco chimicoTribuno del Popolo
giovedì , 27 luglio 2017
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Siria. Damasco consegna a Mosca prove che inchioderebbero i ribelli per l’attacco chimico

La notizia è clamorosa: Damasco ha consegnato alla Russia ulteriori prove che accuserebbero i ribelli di aver utilizzato armi chimiche in Siria.

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All’indomani del controverso rapporto presentato dall’Onu relativamente a quanto successo in Siria il 21 agosto, Damasco avrebbe consegnato nelle mani russe prove che inchioderebbero i ribelli alla responsabilità dell’attacco chimico. Le prove sarebbero state consegnate nelle mani del  Vice ministro degli Esteri moscovita Sergey Ryabkov, che è arrivato a Damasco nelle scorse ore per un incontro ufficiale con il ministro degli Esteri siriano Walid Moualem e Bashar al-Assad. “Ciò è assolutamente vero. Solo ora ci sono state consegnate le prove, ora dobbiamo analizzarle“, ha detto il viceministro ai microfoni di RT. Il viceministro non ha descritto oltre le prove presentate da Damasco, tuttavia sembra che siano in grado di provare aldilà di ogni ragionevole dubbio che la responsabilità dell’attacco chimico sarebbe dei ribelli. In sostanza le prove dimostrerebbero che i ribelli avrebbero accesso alle armi chimiche, e che le avrebbero utilizzate nel conflitto. Ma non è finita qui, il viceministro russo ha anche criticato il rapporto consegnato alle Nazioni Unite, dicendo che la Russia si trova in disaccordo con la sua natura “politicizzata”. In effetti il rapporto delle Nazioni Unite dimostra che il sarin è stato effettivamente utilizzato, ma a parte illazioni e supposizioni non è riuscito a chiarire chi lo abbia utilizzato. “Siamo scontenti riguardo a questo rapporto, pensiamo che sia stato distorto“, ha aggiunto Ryabkov. Molti paesi occidentali, Stati Uniti in primis, hanno invece interpretato il rapporto come una prova inconfutabile che sia stata Damasco a utilizzare il sarin il 21 agosto. Mosca ha voluto precisare che tali paesi starebbero cercando di saltare alle conclusioni senza attendere per un rapporto finale delle Nazioni Unite, che dovrebbe invece essere basato anche su prove ritrovate su altri siti dove sarebbero stati utilizzate le armi chimiche in Siria. Insomma la Russia quindi sostiene ufficialmente che l’attacco del 21 agosto sarebbe stato realizzato dai ribelli per inscenare una provocazione e favorire l’intervento dell’Occidente contro Damasco. 

D.C.

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