Siria. Damasco riconquista postazioni strategiche e promette ritorsioni contro IsraeleTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Siria. Damasco riconquista postazioni strategiche e promette ritorsioni contro Israele

Nelle ultime ore la Siria ha ripreso il controllo di una importante cittadina nella parte meridionale del Paese dopo lunghi e pesanti scontri con le forze di opposizione. Il presidente Assad ha poi fatto sapere che Damasco sarà pronta a far fronte agli attacchi di Israele. 

Secondo le ultime informazioni l’esercito siriano ha ripreso il controllo di una città strategica nel sud della Siria dopo giorni di pesantissimi combattimenti con le bande armate dell’opposizione.  Si tratta della cittadina di  Khirbet Ghazaleh, occupata negli scorsi mesi dai militanti dell’opposizione e liberata proprio oggi dopo oltre due mesi di combattimenti. Si tratta di uno snodo estremamente importante dal punto di vista strategico, situato a pochi chilometri dal confine con la Giordania. Secondo fonti vicine all’opposizione sarebbero oltre mille i combattenti dell’opposizione costretti a ritirarsi dalla città dopo che la speranza di ricevere aiuti dalla Giordania è svanita. Altre fonti hanno suggerito che il successo ottenuto dall’esercito siriano nell’area possa aver aumentato la rabbia tra i militanti dell’opposizione dal momento che sono ormai settimane che attendono supporti dalla Giordania che non sono arrivati proprio grazie all’accerchiamento dell’esercito di Damasco. Il 4 maggio le truppe siriane hanno sconfitto i ribelli nella cittadina di Aziza, e a Tall Assan, nella regione nord-occidentale di Aleppo. Qui l’esercito siriano, stando alle fonti riportate da Syria News, ha scoperto sul posto diversi tunnel scavati dai militanti, e ha messo in sicurezza un ponte strategico che permette di raggiungere diverse località nella provincia di Aleppo. Sempre nelle scorse ore l’esercito siriano ha ripreso il controllo anche di due aree chiave a Ghouta, località a pochi chilometri da Damasco, dove diversi ribelli sono stati uccisi nel corso dell’operazione. Il governo siriano continua a insistere sul fatto che la stragrande maggioranza dei militanti che combattono contro l’esercito regolare non sono siriani, bensì combattenti provenienti da altri paesi arabi. Intanto il presidente siriano Bashar Al-Assad ha fatto sapere in un’intervista riportata da Telesur che la Siria sarà capace di far fronte alle iniziative ostili di Israele nei prossimi giorni, e che l’attacco del paese ebraico mostra in modo inequivocabile le responsabilità di Israele nell’aver fomentato la rivolta.

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