Siria. Dopo anni di guerra c'è voglia di normalità | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
lunedì , 24 luglio 2017
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Siria. Dopo anni di guerra c’è voglia di normalità

Dopo le prime ore del cessate il fuoco, che peraltro sono state contrassegnate anche da alcuni attentati terroristici, sembra che il popolo siriano abbia dato subito una plastica dimostrazione della sua voglia di pace. Un paese esausto sconvolto da cinque anni di guerra e dalle ingerenze di paesi stranieri che pensano di sapere cosa sia giusto per i siriani cerca di tornare progressivamente alla normalità.

Secondo diversi corrispondenti in Siria sembrerebbe che la popolazione, esausta da cinque anni di guerra civile, abbia accolto con entusiasmo il cessate il fuoco tentando di tornare alla normalità. Come riportato da Der Spiegel, autorevole quotidiano tedesco, sembra che almeno nella capitale siriana Damasco e nelle altre principali città dove il cessate il fuoco è diventato effettivo, la vita sia lentamente tornata alla normalità. Molti cittadini siriani all’inizio della tregua avrebbero deciso di tornare a camminare per strada, senza aver paura di cecchini o bombardamenti. La voglia, anzi la fame di pace è altissima in un paese, la Siria, letteralmente devastato da cinque anni di guerra e di ingerenze straniere. Basta fare una veloce ricerca su Internet per verificare da fonti tra loro anche molto diverse come siano ormai presenti in Siria decine di migliaia di combattenti jihadisti provenienti da decine e decine di paesi stranieri, dall’Europa fino alla Tunisia e alla Malesia, che dunque nulla hanno a che fare con la Siria. Per fortuna anche ad Aleppo i cittadini avrebbero reagito alla tregua cercando di tornare alla vita di tutto i giorni, per quanto tornare alla normalità in un paese distrutto sia quantomeno difficile. In realtà però non tutti hanno accettato di aderire alla tregua, non lo hanno fatto i miliziani di Al-Nusra e dell’Isis che continuano ad attaccare postazioni dei curdi e dell’esercito siriano anche e soprattutto per sabotare il cessate il fuoco siglato con il placet di Russia e Usa. Voglia di normalità del popolo siriano dunque, ma non delle potenze straniere che hanno continuato a ingerire negli affari interni siriani, vedi la Turchia, che anzi sembra voler aumentare ancora di più la propria attività oltre confine dato che l’intervento russo ha sostanzialmente mandato in fumo i piani di Erdogan e concretizzato il pericolo mortale per Ankara di un rafforzamento dei curdi siriani che combattono da anni quasi da soli contro l’Isis.

Tribuno del Popolo

 

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