Siria.E' cominciata "La madre di tutte le battaglie" ad Aleppo | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
martedì , 25 luglio 2017
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Siria.E’ cominciata “La madre di tutte le battaglie” ad Aleppo

La battaglia per il controllo di Aleppo, la seconda città siriana, è cominciata. I ribelli continuano a controllare alcuni quartieri della città ma le forze lealiste hanno già cominciato una ingente controffensiva. Dall’esito della battaglia potrebbe dipendere il futuro del conflitto siriano.

Aleppo è la seconda città siriana, ma la prima per volume d’affari al punto da essere considerata la “capitale economica” della Siria. Una volta vinta la battaglia di Damasco Assad ha dichiarato che ad Aleppo si combatterà la “madre di tutte le battaglie”, troppo importante controllare Aleppo nell’ottica della guerra civile. I media hanno cominciato già da alcuni giorni a mettere le mani avanti e a parlare di un prossimo imminente “massacro” per le strade di Aleppo, con i ribelli martellati dai blindati e dai Mig del regime. Secondo AP invece, alcuni elicotteri militari avrebbero attaccato Aleppo sabato mattina presto, con l’intento di scacciare le brigate ribelli da alcuni quartieri strategici.“Gli elicotteri stanno partecipando a scontri all’ingresso del quartiere di Salaheddine. Ci sono anche scontri violenti all’ingresso del quartiere Sakhour”, ha detto un testimone dell’Osservatorio siriano per i diritti umani a Reuters. Secondo diversi testimoni oculari gli scontri sarebbero cominciati dopo che i ribelli hanno attaccato gli edifici governativi della zona.Sarkis Kassargian, un reporter di Al-Khabar TV, ha riferito a Russia Today: “La notte scorsa, i ribelli hanno attaccato edifici governativi e di polizia e centri di intelligence in Aleppo. Ma non sono riusciti a conquistare uno di questi luoghi. Gli attacchi si sono verificati subito dopo, ma sono stati una risposta dell’esercito agli assalti” . Nella giornata di sabato comunque almeno tre ribelli sono stati uccisi, ben 160 venerdì, anche se come consuetudine è molto difficile verificare la veridicità delle cifre che vengono comunemente offerte in pasto ai media. Attualmente le forze ribelli sarebbero presenti nei quartieri di Al Hadi e di Al Saher, due quartieri che sono stati praticamente circondati dalle truppe di Assad. I media internazionali poi parlano di un’esodo in piena regola da parte degli abitanti di Aleppo, ma alcune fonti di RT hanno smentito: “In questo momento, non c’è movimento da parte delle forze governative. Alcune famiglie e residenti in Aleppo stanno lasciando la città, ma la maggior parte delle persone ci si sposta verso zone più sicure, come ad esempio scuole o università.La Croce Rossa è pronta ad aiutare coloro che cercano rifugio”. Dal momento che l’esercito siriano ha reagito e sta attaccando ad Aleppo, il capo del principale gruppo di opposizione siriano ha esortato la comunità internazionale ad agire sulla Siria al di fuori del Consiglio di sicurezza dell’Onu: “I nostri amici e alleati si devono assumere la responsabilità di ciò che sta accadendo in Aleppo se non si muoveranno al più presto”, ha detto Abdelbasset Sida, capo del Consiglio Nazionale Siriano, intervistato dalla Reuters, “Ogni azioni dovrà essere svolta al di fuori del Consiglio di Sicurezza attraverso una iniziativa della Lega Araba e attraverso una risoluzione approvata dall’Assemblea Generale“. Finora infatti ogni risoluzione contro Assad è stata respinta da parte di Russia e Cina, due membri permanenti del Consiglio di Sicurezza.

ALEPPO, CITTA’ CHIAVE: Aleppo è il centro economico della Siria ed è situata a pochi chilometri dal confine turco, con la Turchia che si è schierata senza tentennamenti affianco ai ribelli. Recentemente Ankara, con l’aiuto di Qatar e Arabia Saudita, ha costruito in segreto una base anti-Assad nella località di Adana, circa a cento chilometri dal confine siriano. Nella base, secondo la Reuters, si elaborerebbero le tattiche e le forniture di armi per la rivolta. Assad comunque continua ad avere l’importante copertura di Mosca, con il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov che ha detto chiaramente che il governo siriano non poteva rimanere a guardare mentre le forze ribelli occupavano Aleppo e altre aree nel paese. “I nostri partner occidentali, insieme con alcuni paesi vicini alla Siria, stanno essenzialmente incoraggiare, sostenendo e dirigendo una lotta armata contro il regime”, ha detto Lavrov. Fino a oggi comunque sono diversi i paesi occidentali che hanno fornito i ribelli con dispositivi di comunicazione e armi per combattere le forze lealiste. Intanto però i due italiani che erano stati rapiti da una brigata ribelle negli scorsi giorni sono stati liberati dall’esercito siriano e intervistati dalla tv di Stato. La loro versione non collima con la visione “romantica” che i media occidentali danno dei ribelli siriani.

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