Siria e Turchia a un passo dalla guerra. L'invasione ci sarà? | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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Siria e Turchia a un passo dalla guerra. L’invasione ci sarà?

Il parlamento turco ieri ha approvato una mozione che autorizza l’esercito a condurre operazioni militari in Siria. La tensione resta altissima e a Istanbul i cittadini hanno manifestato contro il governo turco e contro i venti di guerra contro Damasco. 

Tregua armata, in questo modo si può definire la situazione al confine tra Siria e Turchia dopo gli incidenti dei giorni scorsi che hanno portato a veri e propri scambi di artiglieria tra i due paesi. Come se non bastasse ieri con 320 voti a favore e 129 contrari, il parlamento turco ha approvato una mozione con la quale autorizza l’esercito a condurre operazioni militari all’interno del territorio siriano.Nella mozione, il governo della Turchia ha sottolineato che le “azioni aggressive” contro il suo territorio da parte dell’esercito siriano sono diventate una minaccia seria alla sicurezza nazionale. Tutto sembra quindi pronto a scatenare la guerra tra Ankara e Damasco, anche se l’opposizione turca ha duramente criticato il governo di Erdogan, definendo il documento una “mozione di guerra”. Lo stesso Erdogan però ha voluto chiarire che Ankara non intende dichiarare guerra alla Siria, difficile crederci però. L’eventualità del resto ha preoccupato anche la comunità internazionale occidentale che, dalla Nato all’Europa, passando per Stati Uniti e Russia, ha invitato Turchia e Siria alla calma.La stessa Siria, secondo le informazioni diffuse dal quotidiano turco Hurriyet che cita il vicepremier turco Besir Atalay, avrebbe ammesso le proprie responsabilità e si sarebbe scusata. Damasco avrebbe anzi persino aperto un’inchiesta sul lancio dei colpi di mortaio da territorio siriano caduti in Turchia mercoledì mattina, in quanto vorrebbe vederci chiaro in una vicenda che di chiaro ha ben poco. Per quale motivo l’esercito siriano avrebbe dovuto bombardare obiettivi in Turchia aprendo un altro fronte quando è ancora alle prese con gli attacchi quotidiani e sanguinari dei ribelli?

LA GRANDE MANIFESTAZIONE DI ISTANBUL Ieri, intanto, a Istanbul partiti politici, sindacati, organizzazioni non governative, associazioni di categoria e della società civile sono scese in piazza per manifestare contro una possibile guerra con la Siria. La folla ha scandito canti contro il partito di governo, definito “assassino”, scrive il quotidiano turco Hurriyet, e “collaborazionista”.

Secondo una nota diffusa dai manifestanti prima del raduno e rilanciata dai media turchi, “le morti di Akçakale (sono il risultato dei crimini di guerra compiuti dal partito di governo col sostegno delle potenze imperialistiche internazionali”. Intanto però al confine il rischio che la situazione possa precipitare da un momento all’altro continua a essere altissimo.  Manifestazioni contro la guerra si sono tenute anche ad Ankara, e diversi sondaggi mostrano che la maggioranza dei turchi sarebbe assolutamente contraria a una guerra contro la Siria.  Come se non bastasse continuano in Siria gli attentati degli estemisti islamici contro obiettivi governativi. Dopo la strage provocata mercoledì ad Aleppo da tre attentati (48 morti, militari e civili), ieri una bomba ha ucciso a Damasco 21 guardie repubblicane, ma nessun organo internazionale ha denunciato questi attentati come tali.

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