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venerdì , 20 gennaio 2017
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Siria. Esercito ed Hezbollah pronti alla grande offensiva contro Al Nusra e Isis

Siria. Esercito ed Hezbollah pronti alla grande offensiva contro Al Nusra e Isis

In Siria la guerra civile perdura ormai dal 2011 e le potenze straniere, a dispetto di proclami, continuano a fomentare il conflitto contro Damasco. Ora l’esercito siriano e la milizia libanese di Hezbollah sarebbero pronti a lanciare una grande offensiva contro il fronte Al-Nusra e l’Isis sulle montagne di Qalamoun. E se tale offensiva dovesse riuscire, Damasco avrebbe finalmente via libera per porre fine alla guerra civile.

Il Libano per ora è rimasto quasi sullo sfondo della guerra civile siriana. In molti hanno parlato correttamente del Libano come una sorta di “mina inesplosa del Medio Oriente“, e non si può dare loro torto dal momento che il Libano rischia quasi quotidianamente di venire trascinato nella guerra civile che dal 2011 insanguina la Siria. Il “contagio” passa anche per i monti di Qalamoun, una linea di confine lasca e impervia da dove i guerriglieri islamici di Al-Nusra, la costola di Al Qaeda in Siria, sconfinano in Libano ormai da diverso tempo. Anche per questo motivo la milizia sciita di Hezbollah, che in Libano è molto potente, ha deciso da tempo di combattere questa guerra accanto all’esercito siriano fedele a Bashar al-Assad. E infatti il futuro del conflitto si giocherà proprio lì, sulle montagne di Qalamoun, dove le milizie di Hezbollah hanno deciso di lanciare una grande offensiva in coordinamento con l’esercito siriano proprio in concomitanza con la fine dell’inverno e lo scioglimento della neve sulle vette. A confermare l’intenzione di lanciare una campagna risolutiva ci ha pensato il leader del partito di Dio, Sayed Nasrallah, che ha confermato l’intenzione di Hezbollah di entrare decisamente in territorio siriano e risolvere lo stallo. Negli ultimi mesi del resto proprio al confine con il Libano si sono verificati scontri continui tra Hezbollah e i miliziani di Al Nusra e Isis, e solo pochi giorni fa nella regione si è combattuta una pesante battaglia che ha provocato diversi morti. Al-Manar, canale media di Hezbollah, ha infatti riportato che Al-Nusra e lo Stato Islamico avrebbero lanciato una grande offensiva contro gli avamposti di Hezbollah nelle località di Wadi Barada, al-Kfeir, Zabadani, Serghaya e Hreira, vicino alla frontiera libanese. Dopo aver respinto tale offensiva le forze di Hezbollah e l’esercito siriano avrebbero lanciato un’offensiva contro le postazioni islamiste, al punto che Al-Manar ha parlato senza mezzi termini di un successo militare che ha permesso a Damasco ed Hezbollah di prendere possesso di cinque alture strategiche intorno a Qalamoun, una base perfetta per lanciare una offensiva in grande stile contro le zone controllate da Al-Nusra e Isis.

Insomma è partito il conto alla rovescia prima della battaglia di Qalamoun, una battaglia che potrebbe decidere le sorti della guerra siriana dato che se Hezbollah e l’esercito dovessero riuscire a sfondare, si porrebbero le premesse per una vittoria su larga scala delle forze lealiste. Se Damasco dovesse riuscire a controllare la regione infatti, le linee delle milizie islamiche verrebbero letteralmente tagliate, e i ribelli sarebbero inevitabilmente costretti a ritirarsi. Non solo, Damasco potrebbe riprendere il controllo di una vasta regione ricominciando ad aprire un canale diretto con Homs, Latakia e il Mediterraneo, e di conseguenza metterebbe una seria ipoteca sulla vittoria finale dopo che negli ultimi mesi aveva dovuto osservare con preoccupazione l’avanzata di Al Nusra su Idlib. Non solo, una volta liberata la regione contigua al Libano, Damasco potrà concentrare tutti i suoi sforzi nella zona del nord-est stabilmente nelle mani dello Stato Islamico, e magari lanciare un attacco a tenaglia con Hezbollah verso la zona di Raqqa, Idlib e Deir er Zor. Inoltre si tratterebbe di una vittoria totale per Hezbollah che riuscirebbe così ad accreditarsi come tutore delle minoranza e degli sciiti sia in Libano che in Siria, aumentando così il proprio prestigio e il proprio potere. Già nel 2013 Hezbollah aveva lanciato una campagna sulle montagne di Qalamoun per riconquistare alcuni paesi finiti nelle mani di Al Nusra. All’epoca Hezbollah aveva ucciso diversi miliziani e aveva riconquistato quasi tutta la zona, costringendo i ribelli di Al Nusra e rifugiarsi sulle montagne con il risultato che le aree urbane tornarono sotto controllo siriano ma non le zone rurali, che verrebbero ora interessate da questa seconda offensiva.

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