Siria. Esplode conflitto tra curdi e jihadistiTribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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Siria. Esplode conflitto tra curdi e jihadisti

Si accende il conflitto in Siria tra le milizie jihadiste di Al Nusra e la guerriglia curda nel nord della Siria. 

Continua l’avanzata dei gruppi di autodifesa curdi siriani nella parte settentrionale del Paese, dove stanno progressivamente scacciando o eliminando i combattenti jihadisti da numerosi villaggi. Molti di questi jihadisti non sono nemmeno siriani e sono stati costretti ad abbandonare la regione negli ultimi giorni. Nelle ultime ore si sono verificati pesanti combattimenti tra miliziani jihadisti del fronte Al-Nusra e i partigiani curdi tra Hassakè e Raqa. Fino a qualche mese fa le milizie di autodifesa formate dal Pyd,  Partito dell’Unione Democratica,  si erano spesso limitare a prendere il posto dell’esercito siriano che aveva abbandonato molte posizioni nel nord del Paese per concentrarsi contro i ribelli in altre regioni, e per questo i curdi siriani erano stati accusati dall’Esercito Sicirano Libero di favoreggiamento verso il regime del presidente Bashar al-Assad. Le milizie jihadiste hanno poi cominciato ad attaccare i curdi e a occupare i territori, scatenando così la reazione dei partigiani curdi e di altre formazioni locali che hanno lanciato una pesante controffensiva. Sarebbero almeno una ventina le persone rimaste uccise negli scontri della notte scorsa nel nord-est della Siria presso il villaggio di Meshrafa, conquistato dalle milizie curde. Altri due militanti curdi e un civile avrebbero invece perso la vita ad al-Thakhira, dove un’autobomba è esplosa nei pressi di un checkpoint allestito dai curdi. In Turchia si segue la vicenda con crescente preoccupazione dal momento che i curdi stanno avanzando verso nord e Ankara sostiene da mesi le milizie sunnite dell’opposizione siriana. Proprio la Turchia è quindi assai nervosa al confine e il Chp, il principale partito di opposizione a Erdogan, ha accusato Ankara di preparare un possibile intervento militare in Siria ed ha chiesto le dimissioni del capo della diplomazia di Ankara, il ministro degli Esteri Ahmet Davutoglu. Il vicepresidente del Chp Faruk Logoglu, riferisce Hurriyet online, ha affermato che gli ultimi sviluppi nel Nord della Siria, con la possibilità che i curdi proclamino l’autonomia dei territori da loro occupati, sono la conseguenza degli errori della politica siriana di Erdogan e Davutoglu. “Riteniamo che questi sviluppi avvengano in parte sotto il controllo della Turchia: danno l’impressione che servano a gettare le basi per un intervento militare in Siria” ha accusato ancora Logoglu.

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