Siria. Esplode la rivolta "anti-islamista"Tribuno del Popolo
domenica , 22 gennaio 2017
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Siria. Esplode la rivolta “anti-islamista”

Siria. Esplode la rivolta “anti-islamista”

Due anni e mezzo fa diversi paesi come Raqqa, cittadina nel nord della Siria, si sono ribellate alle truppe di Bashar al-Assad. Oggi però quelle stesse città si vogliono ribellare non più ad Assad, ma contro il giogo dell’estremismo islamico. Ed ecco il motivo per cui molti scelgono, nonostante tutto, il governo di Damasco. 

Sono svariate le città nel nord della Siria dove, due anni fa, la popolazione si è schierata inizialmente con i ribelli, quando ancora la rivolta anti-Assad era agli inizi, ed era difficile capire dove avrebbe portato. Raqqa, nel nord della Siria, è una di quelle città, dove il 4 marzo scorso le truppe fedeli a Damasco si sono ritirate lasciandola nelle mani degli insorti. Quello stesso giorno arrivarono a Raqqa i combattenti del Fronte al-Nusra e di Ahrar al-Sham, due gruppi di matrice islamista impegnati nella guerra civile siriana. Secondo un reportage pubblicato dal quotidiano libanese Nowlebanon, ora sembra cominciata una nuova rivoluzione nella cittadina siriana, questa volta contro gli estremisti islamici che vorrebbero imporre la sharia alla cittadinanza. I graffiti che prima venivano indirizzati contro Assad, adesso prendono di mira al-Nusra; e gli slogan usati sono gli stessi impiegati durante i giorni delle proteste e dei combattimenti contro i filogovernativi. Da parte loro, i combattenti di al-Nusra dopo le prime proteste hanno avuto ordine di ridurre al minimo i contatti con la popolazione locale. Tuttavia, hanno proceduto a operare arresti di manifestanti pacifici e questo ha a sua volta innescato ulteriori proteste: le ultime sono state lo scorso lunedì, all’esterno del governatorato della provincia di Raqqa, trasformato in quartier generale dello “Stato islamico di Iraq e al-Sham”. I dimostranti hanno chiesto la liberazione dei prigionieri e la fine delle violenze ai danni dei civili. Così in diverse città Assad ha vinto senza sparare un colpo, con i cittadini che preferiscono dopotutto il governo di Damasco al rischio di venire governati dalla Sharia islamica. Nonostante la presenza dei miliziani islamici però gli abitanti di Raqqa continuano a rimanere fuori fino a tarda notte, e le donne non si mettono il velo, sfidando in questo modo le rappresaglie dei miliziani. Insomma in Siria sta emergendo lo spettro di una guerra civile nella guerra civile, con il fronte dell’opposizione a Damasco che rischia di frammentarsi ulteriormente creando linee di separazione tra i religiosi e i laici. Assad sta soffiando abilmente sopra queste contraddizioni, creando divisioni tra coloro che volevano combatterlo, e avvicinandosi così un altro passo alla vittoria

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