Siria. Esplosioni provocano oltre 100 morti, ma i media non si commuovonoTribuno del Popolo
domenica , 28 maggio 2017
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Siria. Esplosioni provocano oltre 100 morti, ma i media non si commuovono

A segnalare ancora una volta i due pesi e due misure con cui i media occidentali guardano al mondo basti pensare che in Siria vari attentati hanno provocato oltre 100 morti a Jableh e Tartus. Ma dato che si tratta di territori controllati dal governo siriano non sono meritevoli di menzione.

A partire dal 2011 i media occidentali hanno riportato sempre in prima pagina le notizie provenienti dalla Siria, ma ovviamente a senso unico, dando ampio risalto cioè solo a quelle notizie che confermavano la visione del conflitto siriano propagandata dalla Casa Bianca. La visione manichea di Assad “cattivo dittatore” e ribelli come “partigiani per la libertà” è diventata molto presto indifendibile dal momento che i gruppi islamisti hanno finito per monopolizzare l’opposizione a Damasco, eppure anche dopo cinque anni il mainstream non ha ancora finito di strumentalizzare la realtà. Nelle scorse ore infatti alcuni attentati hanno provocato qualcosa come 100 morti con diverse esplosioni nelle città costiere di Jableh e Tartus, due città saldamente sotto controllo dell’esercito siriano e dove si trovano alcune strutture militari russe. Secondo i media gli attentati sono stati rivendicati dal gruppo jihadista Ahrar al-Sham al-Islamiyya, e anche l’Isis ha ovviamente messo lo zampino nella carneficina. Stranamente però nessuno negli Stati Uniti o in Europa ha preso le distanze da questi attentati, come se dopotutto fossero “normali”. Si unisca a questo vergognoso silenzio il fatto che Usa, Turchia etc. abbiano supportato in vari modi l’opposizione ad Assad e che, purtroppo, non sembrino assolutamente intenzionati a smettere. Ma a noi non interessa affibbiare le patenti di “buoni” e “cattivi”, ci interessa piuttosto mostrare come i media dell’autodefinitosi “mondo libero” in realtà operino omissioni e mistificazioni per propagandare la propria visione del mondo. Ma se il mondo libero è il “mondo dei buoni” che motivo ha di modificare la realtà?

Tribuno del Popolo

 

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