Siria. Furiosi combattimenti a Damasco, ma il governo resiste | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
domenica , 22 ottobre 2017
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Siria. Furiosi combattimenti a Damasco, ma il governo resiste

Si continua a combattere a Damasco, con i ribelli che hanno lanciato la cosiddetta “battaglia dell’Apocalisse”. Nelle scorse ore un kamikaze si è fatto esplodere nel sobborgo di Rouken al-Deen, ma il governo ha reagito e respinto diversi attacchi. 

Siria fights

Nuova ondata di sangue e violenza in Siria, dove i ribelli hanno lanciato un’offensiva nelle scorse ore proprio alle porte di Damasco. Per la verità i ribelli hanno colpito prima con un’autobomba e un attentato kamikaze nei sobborghi della capitale, provocando la morte di alcuni civili innocenti. Un atto questo che, se realizzato contro qualsiasi stato occidentale, verrebbe bollato subito come terroristico. Contro Damasco invece l’opinione pubblica internazionale sembra tollerare ogni genere di violenza, esecrando invece la reazione dell’esercito fedele al governo di Assad. Pesanti scontri sarebbero ancora in corso all’imbocco dell’autostrada che porta verso nord, ma nel complesso l’esercito siriano sarebbe riuscito a respingere gli assalti. L’esercito anzi sarebbe anche riuscito a impossessarsi di due tunnel scavati dai ribelli nei pressi della stazione ferroviaria di Daraya, e sempre nella stessa zona avrebbe messo le mani su un laboratorio di esplosivi adibito all’interno di un edificio civile.

siria army

I “ribelli” verso la sconfitta militare?- Dopo oltre due anni di combattimenti la guerra civile siriana sembra, lentamente, progredire verso una fine. Lo si può intuire facilmente interpretando alcuni segnali indiretti che arrivano dal fronte. I ribelli, che per oltre un anno e mezzo hanno lanciato proclami di vittoria imminente, sembrano essere sempre più logorati da una guerra di posizione che vede l’esercito di Assad essere ancora in pieno controllo di tutti i punti chiave del Paese. Le postazioni che vengono conquistate dai ribelli hanno sempre per loro un prezzo di sangue molto elevato, e non sono mai strategiche dal momento che l’esercito dispone della supremazia aerea e applica la tattica della ritirata strategica e dell’ accerchiamento delle unità ribelli.  Inoltre il coinvolgimento di paesi stranieri nel finanziamento dei ribelli è ormai stato acclarato, e questo ha indotto Turchia, Qatar e Arabia Saudita a diminuire le somme versate a favore dell’opposizione armata. La Russia inoltre continua a supportare Assad con forniture militari e copertura diplomatica, isolando di fatto i combattenti ribelli. Infine la popolazione siriana sembra essere a favore di un ritorno alla normalità, e in quest’ottica in alcune regioni è tornata a parteggiare per l’esercito. Intanto il leader della Coalizione nazionale siriana, Moaz Alkhatib, si è detto disponibile a negoziare con i rappresentanti del presidente Bashar al-Assad nelle zone ribelli del nord della Siria. Lo scopo dei colloqui sarà di trovare un modo per Assad di lasciare il potere con “il minimo spargimento di sangue e distruzione”. Tradotta questa apertura si traduce nella presa d’atto da parte ribelle dell’impossibilità del conseguimento di una vittoria militare contro Damasco.

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