Siria. Furono i ribelli a realizzare l'attacco chimico. Arriva la conferma di un PulitzerTribuno del Popolo
martedì , 12 dicembre 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Siria. Furono i ribelli a realizzare l’attacco chimico. Arriva la conferma di un Pulitzer

Dopo mesi  di accuse incrociate è arrivata finalmente la conferma del premio Pulitzer Seymour Hersh: a utilizzare le armi chimiche il 21 agosto a Ghouta, vicino a Damasco, furono i ribelli che non ebbero scrupoli di uccidere centinaia di civili per provocare l’intervento americano nella guerra civile in Siria. 

La notizia sta facendo il giro del mondo anche se non è una novità, almeno non per noi. In pochi infatti hanno creduto alla versione ufficiale della Siria che utilizzava le armi chimiche contro il suo stesso popolo proprio quando dei commissari Onu erano appena arrivati a Damasco. Una costruzione grottesca di accuse e menzogne con gli Stati Uniti a un passo dallo scatenare un conflitto potenzialmente globale. Il 21 agosto si vissero almeno una decina di giorni di alta tensione con gli Stati Uniti, ve lo ricorderete, che con Kerry e Obama accusarono Damasco di aver realizzato l’attacco; anzi, di più, dissero anche di avere le prove, di essere certi che ci fosse il “regime” di Assad dietro l’attacco.

Nel video qui sopra si vede Jhon Kerry accusare Assad di aver utilizzato armi chimiche, non solo, si dice che gli Stati Uniti sarebbero in possesso di prove capaci di inchiodare Damasco alle sue responsabilità e che Assad sarebbe da inserire nella lista di Hitler, Saddam e soci. Frasi che suonano ancor più grottesche alla luce del fatto che fossero tutte false dal momento che l’attacco chimico non fu realizzato dalle truppe governative bensì dai ribelli con l’intento di provocare un attacco degli Stati Uniti in Siria. Ora ad ammetterlo è che Repubblica che forse fa “mea culpa” dopo aver dato spazio a ogni notizia anti-Assad negli ultimi tre anni. Su Repubblica infatti è stata pubblicata l’inchiesta del premio Pulitzer Seymour Hersh sulla guerra chimica in Siria. Secondo il giornalista investigativo quel maledetto 21 agosto non fu Assad a sparare le armi chimiche ma furono i ribelli siriani portando avanti un vero e proprio complotto in cui era coinvolta anche la Turchia di Erdogan. A rivelare la scottante verità fu l’intelligence britannica in collaborazione con i servizi segreti russi che fornirono le prove che gli agenti chimici utilizzati a Ghouta non provenivano in alcun modo dagli arsenali siriani. Non solo, la Cia sapeva perfettamente che i ribelli di Al Nusra, vicini ad Al Qaeda, stavano producendo armi chimiche appoggiati dalla Turchia, ma singolarmente nessuno ha mai preso alcuna misura contro Ankara. Del resto in quel momento Damasco stava vincendo la guerra e il premier turco Erdogan aveva assoluto bisogno che gli Usa intervenissero a fianco dei ribelli per ribaltare la situazione bellica. Il 31 agosto il presidente Obama sospese l’attacco programmato per il 2 settembre e chiese un voto del Congresso. Era un modo per evitare l’intervento senza perdere la faccia, dopo aver affermato che le armi chimiche nell’attacco del 21 agosto erano state usate dal governo siriano. Nessuno però ha mai chiesto scusa nè ha ufficialmente ritirato le vergognose accuse formulate, anzi la Casa Bianca ha continuato a mentire accettando la mediazione russa  per convincere Assad a rinunciare alle armi chimiche per via diplomatica. Seymour Hersh è uno dei decani del giornalismo investigativo americano che collabora con il New Yorker e ha vinto  il premio Pulitzer nel 1970 per il reportage sul massacro di My Lai del marzo 1968 durante la guerra del Vietnam, in cui le forze armate americane uccisero deliberatamente almeno 109 civili. Tra le sue inchieste più famose i servizi sulle torture nella prigione di Abu Ghraib in Iraq nel 2004.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top