Siria. Gli esperti sono scettici sulla strage delle armi chimicheTribuno del Popolo
mercoledì , 24 maggio 2017
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Siria. Gli esperti sono scettici sulla strage delle armi chimiche

Mentre si aspetta l’esito della missione degli esperti delle Nazioni Unite in Siria, diversi esperti si sono detti scettici sulla visione fornita dai media occidentali.

In Siria è iniziata una missione degli esperti delle Nazioni Unite, proprio all’indomani del presunto attacco con armi chimiche nei sobboghi di Damasco. Chiaramente i ribelli accusano il governo che però ha rimandato al mittente ogni accusa. Ora anche diversi esperti si sono detti scettici sulla visione fornita dai media occidentali e delle petromonarchie del Golfo sull’uso di armi chimiche, e sul fatto che i responsabili siano le forze armate siriane. L’esperto forense Stephen Johnson, dell’Università di Cranfield, nel Regno Unito, ha commentato: “Ci sono, in alcuni video, esempi che sembrano un pò surreali, quasi come se fossero stati ricreati ad arte. Questo non significa che siano sicuramente falsi, ma generano qualche dubbio. In alcune delle persone che sbavano, la bava appare bianca, incompatibile con il tipo di lesioni interne che ci si aspetterebbe di vedere. Dovrebbe essere più insanguinata o più gialla. A questo punto  tutti vogliono sapere se è stato sì o no un attacco chimico. Ma è troppo presto per trarre una conclusione solo da questi video”. Secondo gli esperti russi, è possibile che i gruppi terroristici usino Sarin o gas nervino, come quello utilizzato nel 1995 dalla setta Aum Shinrikyo nella metropolitana di Tokyo. Ghennadij Prostakiscin, professore del Centro nazionale della medicina delle catastrofi ha spiegato: Non so se in Siria vi sia Sarin o no. Ma ricordate tutti la storia di Saddam Hussein e le accuse a lui rivolte dagli americani che poi non sono riusciti a trovare nè Sarin nè’ altre sostanze tossiche. E’ molto probabile che adesso con la Siria succeda la stessa cosa””.Anche alcuni esperti occidentali dubitano che si tratti del Sarin e invitano a non affrettarsi a trarre conclusioni dai video pubblicati in rete subito dopo l’’attacco. Jean Pascal Zanders, esperto delle armi chimiche e biologiche presso l’’Istituto dell’’Unione Europea per la sicurezza, ha sottolineato che nei video si vedono soccorritori senza tute speciali, di conseguenza se si fosse trattato di Sarin sarebbero già morti. Infine, secondo un comunicato del ministero degli esteri di Mosca, il fatto che questo attacco sia capitato subito dopo l’’arrivo della commissione dell’’Onu per le armi chimiche, induce a pensare che abbiamo a che fare con i tentativi di far saltare la conferenza di Ginevra, per la cui preparazione gli esperti russi e americani si riuniranno il 28 agosto. L’opposizione siriana non avrebbe più nulla da perdere, di conseguenza avrebbe solo da guadagnarci ad alzare il tiro per coinvolgere l’Occidente dal momento che l’esercito siriano li sta incalzando. L’unico modo per vincere è quello di convincere l’Occidente a intervenire, per questo l’analista Serghej Demidenko ha detto di sostenere che i ribelli starebbero cercando di convincere tutti che il regime di Assad sarebbe sanguinario e disumano. La macchina della propaganda mediatica si è già attivata con gli attacchi chimici che vengono immancabilmente segnalati dai telecanali finanziati dagli sponsor dell’’opposizione, e cioe è dalle monarchie petrolifere del Golfo Persico. Ha detto ancora Demidenko: Appena l’’America ha annunciato di essere pronta ad intervenire, qualora in Siria fossero trovate arme chimiche, Al-Jazeera annuncia di averle gia’ trovate. Appena il gruppo degli esperti  è sbarcato in Siria, al-Arabiya comunica che le armi chimiche vengono usate dall’’esercito.Riunitosi d’’emergenza il 21 agosto il Consiglio di sicurezza ha sottolineato la necessità di un’’accurata indagine sull’’ultima tragedia di Damasco. Secondo la Russia, per una minuziosa inchiesta sarà’ sufficiente l’’impegno dell’’attuale gruppo degli esperti internazionali. Infine, il governo siriano ha informato di non poter concedere agli esperti delle Nazioni Unite di fare sopralluoghi sul luogo del presunto attacco chimico in quanto sarebbe un’area sotto controllo delle milizie ribelli.

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