Siria. Hezbollah accusa: "Se cade Damasco, Israele invaderà Libano"Tribuno del Popolo
giovedì , 19 ottobre 2017
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Siria. Hezbollah accusa: “Se cade Damasco, Israele invaderà Libano”

Il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha detto chiaramente che i suoi miliziani combatteranno affianco a Damasco contro “estremisti islamici” pericolosi anche per il Libano. Il timore è che nel caso di caduta di Damasco Israele possa invadere il Libano. 

Si continua a combattere in Siria anche se, nell’ultimo mese, anche grazie all’intervento attivo di Hezbollah accanto all’esercito regolare di Assad, le forze governative stanno guadagnando terreno da nord a sud, al punto che anche i servizi segreti tedeschi hanno ipotizzato una vittoria pressochè totale di Damasco entro dodici mesi. Il leader del gruppo libanese Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha detto che i suoi militanti non resteranno inattivi mentre il suo alleato, la Siria, è sotto attacco. Nasrallah qualche giorno fa ha anche ricordato che i membri di Hezbollah stanno combattendo in Siria contro estremisti islamici che costituiscono un pericolo per il Libano. Anche lui ha confermato che decine di migliaia di estremisti islamici provenienti da tutto il mondo sono stati mandati in Siria per combattere contro Assad, e si è domandato come mai però l’opinione pubblica internazionale preferisca scagliarsi proprio contro Hezbollah, che ha inviato solo “pochi” combattenti. Nasrallah ha detto di avere “contattato il presidente siriano Assad e membri dell’opposizione per trovare una soluzione, ma Assad ha accettato, mentre l’opposizione ha detto no“. “I Takfiri (cioè I ‘fanatici religiosi’, ndr) sono la componente prevalente nell’opposizione“, ha sostenuto Nasrallah, accusando gli Usa di sostenerli. “Parte dell’opposizione all’estero ha una visione ed è pronta al dialogo, mentre altri lavorano agli ordini del Pentagono“. Il timore è che se la Siria dovesse cadere nelle mani dei fanatici religiosi, ecco che a quel punto Israele avrebbe il fondato pretesto per invadere il Libano, e perchè no, anche la Siria.

Intanto il conflitto procede anche dal punto di vista delle trattative internazionali, con Francia e Regno Unito che sperano in una cancellazione dell’embargo europeo sulla consegna di armi alla Siria, che in sostanza autorizzerebbe gli stati europei ad armare i ribelli. Dal momento che proprio i ribelli sono in rotta in gran parte del territorio siriano, ecco che la consegna delle armi potrebbe essere l’unico modo per convincere Damasco a fare concessioni politiche concrete in vista della conferenza di pace fissata a giugno a Ginevra da Mosca e Washington. Con la sconfitta di Qusayr i ribelli hanno subito la sconfitta più grave degli ultimi due anni, e se Damasco dovesse farcela a resistere si tratterebbe di una vittoria su tutta la linea di Teheran, dato che l’intero conflitto sembra essere stato scatenato proprio per isolare la Repubblica Islamica.

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