Siria. I curdi difendono Kobane casa per casa, ma dov'è la coalizione?Tribuno del Popolo
domenica , 24 settembre 2017
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Siria. I curdi difendono Kobane casa per casa, ma dov’è la coalizione?

I curdi combattono disperatamente casa per casa nella cittadina di Kobane, a poche centinaia di metri dal confine turco. I miliziani dell’Isis dopo settimane di assedio avrebbero occupato alcuni quartieri della periferia e sarebbero in atto combattimenti. I curdi invocano l’aiuto della coalizione anti-Isis, ma finora nessuno li ha ancora aiutati sul terreno e Ankara si appresta a invadere il nord della Siria. 

Kobane è sotto assedio ma ormai non è più notizia dal momento che sono diverse settimane che i miliziani dell’Isis assediano la cittadina curda a poche centinaia di metri dal confine con la Turchia. I raid della coalizione anti-Isis qui sono serviti davvero a poco nell’arrestare l’avanzata degli oltre 4.000 jihadisti che hanno stretto d’assedio la città e ieri sarebbero riusciti a sfondare riuscendo a occupare alcuni quartieri della periferia. I miliziani curdi, alcune centinaia, avrebbero deciso di combattere fino all’ultimo e hanno ingaggiato pesanti combattimenti casa per casa nel centro cittadino, per il momento arrestando l’avanzata dell’Isis grazie all’impiego di decine di cecchini. Chiaramente la presa di Kobane porterebbe i jihadisti alle porte del confine turco, ma proprio la Turchia è al centro delle polemiche dal momento che Ankara ha sempre tenuto un atteggiamento molto ambiguo nei confronti dell’Isis, finanziandolo e supportandolo in chiave anti-Assad. In molti tra i curdi si chiedono come mai, dopo che il Parlamento turco ha approvato l’azione militare, i blindati turchi non arrivino ancora a Kobane a respingere l’Isis, e in molti accusano Ankara di voler utilizzare l’Isis contro i propri nemici regionali, tra cui i curdi.  Alan Minbic, giornalista della Cnn, ha raccontato come i portavoce dell’esercito curdo abbiano ammesso l’ingresso dello Stato Islamico in città, anche se la sensazione è che la battaglia per il possesso di Kobane sia ancora nel vivo con le forze dell’ Unità per la protezione del popolo (Ypg) asserragliate nel centro cittadino e pronte a resistere a oltranza.  Del resto il leader storico del Pkk turco, Abdullah Ocalan, nelle scorse ore ha lanciato un ultimatum ad Ankara minacciando la fine del processo di pace tra ribelli e governo se l’Isis fosse riuscito a conquistare Kobane. A parole Ankara afferma di voler aiutare Kobane, ma nella realtà ancora non ha fatto nulla e anzi, sentendo le parole di Erdogan sembrerebbe che la Turchia vorrebbe più che altro attaccare Assad piuttosto che salvare i curdi dai massacri. Intanto però diverse agenzie di stampa vicine al Pkk e ai curdi sostengono che Kobane non è ancora caduta in mano islamica e che i combattimenti andranno avanti a oltranza, con o senza l’aiuto di Ankara. 

 

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