Siria. I curdi fuggono in massa in Turchia di fronte all'avanzata dell'IsisTribuno del Popolo
lunedì , 23 ottobre 2017
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Siria. I curdi fuggono in massa in Turchia di fronte all’avanzata dell’Isis

Drammatica la situazione nel nord della Siria dove almeno 60.000 curdi sono fuggiti in Turchia nelle ultime 24 ore per evitare di finire nelle mani dell’Isis che nelle ultime ore ha conquistato diversi villaggi nella regione. 

Photo Credit September 20, 2014 (AFP Photo/Bulent Kilic)

In 60.000 nelle ultime 24 ore sono fuggiti verso nord, cercando salvezza al confine con la Turchia dall’avanzata dell’Isis che ha occupato una ventina di villaggi nella zona di Kobani, cittadina curda e centro più importante della regione. Fuggivano dalla violenza e dalle privazioni ben consapevoli che rimanere sarebbe stato un grosso rischio dal momento che i miliziani dell’Isis non vanno tanto per il sottile e si sono resi già responsabili di crimini su larga scala. Le autorità turche sono state costrette ad aprire la frontiera per un percorso lungo oltre trenta chilometri in modo da permettere ai rifugiati di ricevere assistenza dal momento che era quasi impossibile prestare loro soccorso in territorio siriano. Si tratta di oltre cento villaggi abbandonati da parte dei curdi in fuga prima dell’inizio dell’offensiva dell’Isis. Il governo siriano ha lanciato nei giorni scorsi diverse offensive contro l’Isis che sta puntando alla zona abitata dai curdi nel nord della Siria, e infatti ci sono molte polemiche in atto tra Damasco e Ankara con la Siria che accusa il governo di Erdogan di aver offerto un retroterra amico agli islamisti che da tre anni infiammano la Siria. Intanto i curdi si stanno organizzando per provare a opporre resistenza all’Isis e infatti nelle ultime ore sono arrivati oltre 300 combattenti curdi in Siria dalla Turchia per combattere contro i militanti islamici. Intanto, secondo il Syrian Observatory for Human Rights almeno 11 civili curdi sarebbero stati giustiziati nei villaggi vicino a Kobani. Mentre gli Stati Uniti in pompa magna hanno annunciato la loro coalizione anti-Isis, il presidente siriano Bashar al-Assad ha risposto sostenendo che per combattere il terrorismo bisognerebbe fare pressioni su quei paesi che stanno finanziando e supportando gli stessi terroristi in Siria e Iraq, e in effetti la Turchia in questo ha giocato un ruolo molto ambiguo.

 

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