Siria. Il confitto di cui nessuno parla piùTribuno del Popolo
martedì , 12 dicembre 2017
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Siria. Il confitto di cui nessuno parla più

I primi due round di Ginevra II sono falliti, e in pochi si fanno illusioni che nella terza puntata si farà un passo verso la pace. E intanto i media tacciono dopo aver preso parte per anni per una opposizione rivelatisi poi ben differente da quella idealizzata che ci hanno raccontato.

I cosiddetti democratici di tutto il mondo non hanno esitato un attimo a schierarsi in massa affianco dei ribelli siriani contro il regime di turno, quello di Damasco. Peccato che le bugie abbiano le gambe corte e la resistenza di Damasco alle ingerenze esterne dopo tre anni di conflitto mondiale ha permesso che finalmente si facesse luce su quello che è la cosiddetta opposizione siriana, al cui interno ormai sono assolutamente prevalenti le fazioni jihadiste più oltranziste, foraggiate in modo cinico e criminale proprio dall’Occidente. A Ginevra non si è raggiunto alcun risultato fattivo, e come poteva essere altrimenti del resto, dal momento che l’Iran è stato escluso dal tavolo delle trattative e i jihadisti non intendono mediare nè trattare bensì solo continuare la guerra fino alla morte. Finora i morti sono oltre 150.000 nella guerra civile siriana, e ormai l’opposizione ad Assad è rappresentata solo più da gruppi di migliaia di combattenti la maggior parte dei quali non sono nemmeno siriani bensì jihadisti provenienti da tutto il mondo. In tutto questo i media invece continuano come un disco rotto a parlare dei bombardamenti di Damasco, ignorando che nelle zone dove non si trovano le autorità i cittadini sono abbandonati alla mercè di bande senza scrupoli. Israele, che in un primo momento ha appoggiato i ribelli siriani in chiave anti-Assad, ora viene accusato da molti di non volere più una caduta di Damasco per evitare lo scenario di una Siria in mano ad estremisti islamici senza scrupoli. Tel Aviv si sarebbe quindi resa conto della frittata realizzata nel dare spazio ai sauditi, forze evidentemente che una volta evocate rischiano di ritorcersi contro. Così i benpensanti democratici ora accusano Israele di non voler scendere in guerra contro la Siria per porre fine alla guerra, ignorando che Israele ha già bombardato in ben tre occasioni obiettivi in territorio siriano violando ogni norma internazionale, e ignorando che la Siria è un Paese sovrano e che Assad, se ha retto come ha retto per tre anni, evidentemente gode di un consenso non secondario nel Paese. E intanto proprio l’esercito siriano avrebbe ormai preso saldamente in mano l’iniziativa costringendo le bande ribelli a ritirarsi nelle zone rurali, al punto che ormai quasi tutti i sobborghi di Damasco e Aleppo sono tornate nelle mani del governo siriano.-

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