Siria. Il conflitto si allarga:Iraq bombarda postazioni ribelli | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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Siria. Il conflitto si allarga:Iraq bombarda postazioni ribelli

Secondo Russia Today l’esercito iracheno avrebbe bombardato le postazioni ribelli in Siria, permettendo così alle forze governative di riconquistare un avamposto controllato dagli oppositori. 

Siria fights

Bashar al Assad potrà rimanere al proprio posto fino al 2014, scelta questa che potrebbe tranquillamente permettergli di candidarsi per le elezioni dell’anno successivo. Questo è quanto è stato comunicato da Teheran, un saldo alleato di Damasco che non ha abbandonato la Siria anche in un momento di estrema difficoltà. Questa è anche la risposta lanciata dalla Repubblica Islamica alle intromissioni dei paesi occidentali, che continuano a premere per delle dimissioni formali da parte del presidente siriano. Proprio mentre sul campo si combatte furiosamente, e ad Aleppo ci sono state centinaia di morti tra ribelli ed esercito, si rischia l’escalation al confine con l’Iraq Secondo fonti non confermate da parte di Al Arabiya, le forze irachene sarebbero  intervenute bombardando postazioni degli insorti anti Assad lungo la frontiera dopo che ieri un missile Scud e proiettili di mortaio erano caduti in territorio iracheno da oltre confine e oggi proiettili vaganti hanno ferito due cittadini iracheni.Secondo le fonti il bombardamento di elicotteri iracheni ha provocato sette morti e decine di feriti nel posto di frontiera di Yarobiya, dove da giorni miliziani anti-regime e forze lealiste si danno battaglia. Ma alcuni residenti e fonti militari irachene hanno smentito il bombardamento. Il governo di Baghdad inoltre ha detto che alcuni soldati siriani feriti sono passati in territorio iracheno e sono stati ricoverati nell’ospedale di Tall Afar. Nei giorni scorsi il premier sciita Nouri al Maliki aveva avvertito che una vittoria dei ribelli in Siria scatenerebbe il caos nella regione ed una guerra settaria in Iraq. Di questo peraltro sembrano esserne accorti un pò tutti, tranne l’Occidente, che continua a parlare di voler fornire aiuti alle milizie islamiche radicali che infiammano la Siria. Ora il rischio è che dopo due anni di guerra civile il conflitto possa esportarsi nei paesi vicini, vedi il Libano, con tutte le conseguenze che ne potrebbero drammaticamente derivare.

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