Siria. Il dramma della distruzione dei tesori archeologiciTribuno del Popolo
sabato , 27 maggio 2017
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Siria. Il dramma della distruzione dei tesori archeologici

Il New York Times con un’inchiesta ha sollevato il problema dei siti / tesori archeologici siriani, esposti da oltre due anni alla distruzione della guerra.La maggior parte di queste distruzioni sarebbe responsabilità diretta delle milizie ribelli.

Sono oltre due anni che in Siria si combatte senza sosta. Le polemiche riguardo alla guerra civile esplosa nel Paese riguardano soprattutto la natura dell’opposizione al governo di Assad, di cui farebbero parte migliaia di combattenti islamici provenienti da paesi stranieri. La Siria è un Paese antichissimo che può fregiarsi di importantissime vestigia del passato, che fino a questo momento hanno rappresentato una vera e propria miniera d’oro per Damasco, richiamando ogni anno, prima della guerra, milioni di turisti. Sono moltissimi i siti archeologici unici al mondo che rischiano però, proprio a causa della guerra, di rovinarsi per sempre. A sollevare il problema è il New York Times, che ha pubblicato un’inchiesta per trattare lo spinoso tema, spesso e volentieri ignorato dai media. A rischiare maggiormente è l’antica città di Ebla, sorta la prima volta 5000 anni fa, cosi’ come la citta’ romana di Palmyra, una volta nota come la ‘Sposa del deserto’. Le rovine avrebbero già subito danni irreparabili, ma a destare preoccupazione sono anche i continui saccheggi patiti dai siti archeologici e denunciati dal governo lealista, impossibilitato in diverse aree del Paese a sorvegliarli. Sono soprattutto i ribelli islamici a non avere alcun rispetto delle vestigia del passato, al punto da utilizzarle quasi come base per i combattimenti, basti vedere l’antica città di Ebla o il centro della città di Aleppo.

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