Siria. Il dramma dell'acqua colpisce 5 milioni di personeTribuno del Popolo
domenica , 22 gennaio 2017
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Siria. Il dramma dell’acqua colpisce 5 milioni di persone

Siria. Il dramma dell’acqua colpisce 5 milioni di persone

Un rapporto dell’Unicef sulla Siria spiega che oltre cinque milioni di persone sarebbero esposte al grave problema della mancanza o scarsità di acqua potabile. L’acqua infatti viene utilizzata all’interno della guerra civile come una vera e propria arma soprattutto da parte delle bande armate attive nel Paese. 

L’acqua è vita, lo sanno bene le popolazioni che si trovano ad affrontare scenari di guerra, esposte al rischio delle bombe ma anche della denutrizione e delle malattie derivanti dall’utilizzo di acqua non potabile. In Siria la guerra civile perdura ormai da più di quattro anni e questo ha provocato decine di migliaia di morti ma non solo a causa diretta dei combattimenti. La guerra infatti ha interrotto in diverse zone la corretta erogazione di acqua potabile, esponendo quindi la popolazione civile a pesanti disagi che durano anche diversi mesi. Secondo un rapporto divulgato dall’Unicef infatti almeno cinque milioni di persone in Siria sarebbero alle prese con scarsità di acqua potabile e questo perchè le parti in conflitto utilizzano l’acqua come una vera e propria arma per ottenere vantaggi politici e militari. Diverse volte le bande di ribelli siriane, oggi completamente egemonizzate da jihadisti di vario livello (Al-Nusra e Isis in testa) hanno sospeso l’erogazione di acqua in diverse regioni causando un dramma umanitario. Ad Aleppo secondo l’agenzia si troverebbero 2,3 milioni di persone coinvolte dalla scarsità di acqua potabile, e qui la situazione è resa ancora peggiore dal fatto che la città è divisa pressochè a metà tra le truppe governative e quelle ribelli, continuando quindi a essere zona di guerra.

Anche nella regione di Damasco si trovano più di due milioni di persone che hanno difficoltà ad ottenere acqua potabile, e all’incirca mezzo milione nella regione di Dera’a. In alcune zone dell’Aleppo settentrionale inoltre i combattimenti hanno fermato l’erogazione di acqua potabile per mesi e mesi, esponendo quindi i civili a pesantissime conseguenze. Questo ha portato i prezzi dell’acqua potabile ad avere rincari pari al 3.000% il che, unito con un’ondata di caldo di notevole entità ha reso la sopravvivenza difficilissima per decine di migliaia di famiglie. Il problema reale però sembra essere che alcuni gruppi come quelli facenti parte allo Stato islamico utilizzano la “guerra dell’acqua” come vera e propria arma di sterminio per piegare la resistenza della popolazione, e non sempre il governo riesce a riattivare i servizi idrici in breve tempo. Attualmente l’Unicef pianifica di inviare scorte di acqua per almeno 500.000 persone, di cui la maggioranza ad Aleppo, nonchè il ripristino di un centinaio di pozzi per fornire acqua ad un altro mezzo milione di persone.

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