Siria. Il mondo si indigna, ma su richiestaTribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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Siria. Il mondo si indigna, ma su richiesta

Tutto il mondo mostra le immagini del presunto attacco chimico effettuato dai soldati siriani nei sobborghi di Damasco, ma non esistono prove che la responsabilità sia dell’esercito. Mosca accusa i ribelli di complotto e i media sembrano aver dimenticato la passata disinfomazione e il “casus belli” trovato dalla Francia contro Gheddafi.

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Forse ricorderete quando, nel 2011, la Francia accusò Muammar Gheddafi di massacrare il suo stesso popolo in Libia. Mancavano le prove, mancava il casus belli per intervenire nel polverone libico, e infatti senza le bombe francesi e americane difficilmente il Raìs avrebbe perso sul campo la guerra contro i ribelli libici. Serviva qualcosa che sconvolgesse il mondo per convincere dell’inevitabilità dell’attacco alla Libia, così i media cominciarono a colpire con notizie di aerei da guerra che bombardavano i manifestanti e con filmati di fosse comuni improvvisate, si scoprì poi che erano video girati nel cimitero di Tripoli. Sull’onda emotiva nessuno osò prendere le difese del Colonnello, e si schierarono tutti con la Francia di Sarkozy, fulminata letteralmente sulla “via di Damasco” e accortasi di essere una nazione che tutela i diritti umani. Il gioco con la Siria è per certi versi uguale, e non fosse per il veto di Cina e Russia, le bombe dell’Ue avrebbero già distrutto Damasco. Ora la Francia ci riprova, approfitta delle strampalate accuse di attacco chimico rivolte dal mondo a Damasco, e mostra i muscoli, facendo capire che Parigi sarebbe pronta a colpire la Siria per difendere i diritti umani. Diritti umani? ma di chi? I media continuano bellamente a ignorare che tra i ribelli siriani si trovano migliaia e migliaia di estremisti islamici che rapiscono, uccidono e depredano i cittadini siriani, devastano chiese, svendono artefatti archeologici. Non solo, i media occidentali coprono ogni strage causata dai ribelli, da quella commessa ai danni dei curdi, popolo notoriamente poco interessante per i media, fino alla notizia data a maggio da Carla Del Ponte, ex procuratore capo del Tribunale penale internazionale, che accusò al contrario i ribelli di aver utilizzato armi chimiche nel conflitto siriano. E i media occidentali dimenticano, ancora una volta, che Israele ha colpito due volte il territorio siriano violando ogni legge internazionale e uccidendo dei cittadini siriani. Insomma una memoria “selettiva” quella dei media occidentali, sempre abili a provocare nei lettori e nei telespettatori i soliti lacrimoni di indignazione, una indignazione preparata su richiesta. Nessuno ha mai invocato interventi militari in paesi considerati secondari per gli interessi economici dell’Occidente, mentre laddove questi interessi sono messi a repentaglio, ecco che l’informazione può distorcere la realtà per far sembrare gli oppressori come oppressi, e viceversa. E se come nel caso di maggio venisse provato che anche questo attacco chimico sia stato realizzato dai ribelli per incolpare Assad? La Francia chiederebbe un intervento contro i terroristi islamici?

Non solo, il ministro dell’Informazione siriano, Omran al-Zoubi, ha detto che i recenti eventi evidenziati dai media proverebbero il coinvolgimento ribelle nella strage. In una intervista concessa al China Arab Times, il ministro ha spiegato che la teoria dell’intervento militare occidentale viene messa in crisi a causa della capacità rimasta intatta dell’esercito siriano e del supporto degli amici della Siria, ovvero Cina, Russia e Iran. Secondo Damasco attualmente ci sarebbero circa 48.000 ribelli tra Aleppo e Damasco, e l’80% di loro sarebbe di provenienza straniera. Al-Zoubi ha inoltre ricordato come sia stata proprio la Siria a chiedere alle Nazioni Unite di investigare l’utilizzo di armi chimiche nell’area di Khan al-Assal ad Aleppo. Ha anche aggiunto che Damasco avrebbe trovato prove di armi chimiche da parte di gruppi armati terroristi, che il governo siriano non userà mai queste armi in qualsiasi circostanza.

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